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Favara, spedizione punitiva sfociata nel sangue: imputati rinunciano all’abbreviato?

E’ ripreso ieri mattina – davanti al Gup Luisa Turco – il processo scaturito dall’operazione “Giustizia Privata” – eseguita dai carabinieri di Favara nel febbraio 2016 – e che vede seduti sul banco degli imputati quattro favaresi: si tratta di Antonino Pirrera, Giovanni Ruggero, Michele Sorce e Carmelo Pullara accusati tutti di omicidio preterintenzionale  a […]

Pubblicato 7 anni fa
E’ ripreso ieri mattina – davanti al Gup Luisa Turco – il processo scaturito dall’operazione “Giustizia Privata” – eseguita dai carabinieri di Favara nel febbraio 2016 – e che vede seduti sul banco degli imputati quattro favaresi: si tratta di Antonino Pirrera, Giovanni Ruggero, Michele Sorce e Carmelo Pullara accusati tutti di omicidio preterintenzionale  a seguito di una spedizione punitiva.
La vicenda risale al febbraio 2016 quando Bernardo Chiapparo, 68enne di Favara, morì in ospedale in seguito ad una emorragia provocata da un pugno sferrato da uno degli imputati che lo tramortì facendolo cadere per terra.
Le difese dei quattro favaresi, rappresentate dagli avvocati Salvatore Pennica e Alfonso Neri, avevano ottenuto il giudizio con rito abbreviato nelle precedenti udienze. Scelta questa che, dopo l’ammissione da parte del nuovo Gup di una memoria contenente le controdeduzioni mediche prodotta dall’avvocato Giuseppina Ganci, potrebbe esser rivalutata.
Sono attesi sviluppi della vicenda che dunque, dopo tre anni dal fatto e quasi due di processo penale in abbreviato, potrebbe ripartire da zero.

Favara, spedizione punitiva sfociata nel sangue: imputati rinunciano al rito abbreviato?

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