Agrigento

Agrigento, donati libri per le detenute del carcere “Pasquale di Lorenzo”

“LEGGERE LEGGERE OLTRE LE MURA” è l’iniziativa promossa dall’associazione Beddamé food travel people, insieme al Circolo Legambiente Rabat di Agrigento e al Circolo Arci Agàpe di Agrigento, per regalare un momento di “leggerezza” a chi vive la severità della restrizione carceraria.  Nei giorni scorsi, i rappresentanti delle associazioni, hanno incontrato il direttore  dell’istituto, dott. Renato Persico […]

Pubblicato 6 anni fa

“LEGGERE LEGGERE OLTRE LE MURA” è l’iniziativa promossa dall’associazione Beddamé food travel people, insieme al Circolo Legambiente Rabat di Agrigento e al Circolo Arci Agàpe di Agrigento, per regalare un momento di “leggerezza” a chi vive la severità della restrizione carceraria. 

Nei giorni scorsi, i rappresentanti delle associazioni, hanno incontrato il direttore  dell’istituto, dott. Renato Persico e il capo area educativa, dott. Giuseppe Di Miceli, a loro hanno consegnato un libro per ognuna delle detenute della sezione femminile.

Portare un libro oltre le mura del carcere è un gesto che mira ad abbattere le distanze – spiega Carmela Pistone, presidente di Beddamé Food Travel People – in un momento straordinario come quello che stiamo vivendo”.

Le associazioni hanno, inoltre, donato alle agenti di polizia penitenziaria, che prestano servizio presso la casa circondariale, una cartolina con un pensiero di Rosa Luxemburg: “In tutto il mondo mi sento a casa, ovunque vi siano nuvole, uccelli e lacrime umane“.

“Abbiamo scelto questa modalità perché la cultura è diritto e nutrimento per tutte e tutti, dentro e fuori”, sottolinea Antonella Civita, ideatrice dell’iniziativa. 

Grande apprezzamento è stato espresso dalla direzione dell’istituto, nell’auspicio di strutturare una collaborazione fattiva anche per il futuro. 

Soddisfatti per il valore dell’iniziativa Angela Galvano, presidente del circolo Arci Agàpe, e Daniele Gucciardo, presidente del Circolo Rabat di Legambiente, che hanno evidenziato la centralità della cultura, ed in particolare della lettura, come esperienza qualificante anche dell’esperienza della detenzione, specie se nella dimensione della prossimità con organizzazioni del terzo settore.

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