Concorso esterno in mafia, chiesta confisca beni per l’imprenditore Lillo Romano
L’imprenditore di Racalmuto si trova attualmente in carcere dove sta scontando una condanna a sei anni e sei mesi per concorso esterno in associazione mafiosa
La procura generale di Palermo ha chiesto la confisca di tutti i beni nei confronti dell’imprenditore Calogero Romano, 69 anni, di Racalmuto, attualmente in carcere dove sta scontando una condanna a sei anni e sei mesi per concorso esterno in associazione mafiosa. Il procedimento è in corso davanti i giudici della sezione misure di prevenzione della Corte di appello di Palermo.
In primo grado – cinque anni fa – il tribunale di Agrigento aveva disposto la confisca parziale dei beni di cui era stato disposto il sequestro nel marzo del 2018. Adesso il sostituto procuratore generale Rita Fulantelli chiede che venga confiscata anche la restante parte. Si torna in aula il 21 gennaio quando la parola passerà alla difesa rappresentata dall’avvocato Salvatore Pennica. Poi ci sarà la decisione dei giudici.
Calogero Romano è stato ritenuto responsabile di concorso esterno in associazione mafiosa per avere, partire dal 1992, stretto accordi con i boss del paese – in particolare Maurizio Di Gati, poi diventato collaboratore di giustizia – per sviluppare le sue attività imprenditoriali.






