Sos impresa a Ravanusa per parlare di legalità nel nome di Libero Grassi
L’incontro è stato dedicato al confronto diretto tra studenti, istituzioni e testimoni dell’impegno civile e della lotta al racket
Un confronto diretto tra studenti, istituzioni e testimoni dell’impegno civile e della lotta al racket, con particolare attenzione al valore attuale dell’esempio di Libero Grassi, alla sua scelta di libertà e al ruolo decisivo che quella “rivoluzione” ha avuto nella nascita del movimento antiracket in Italia è stato alla base della giornata antiracket che si è svolta a Ravanusa.
L’iniziativa, promossa da SOS Impresa – Rete per la Legalità, ha coinvolto le classi terze della Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo Statale Alessandro Manzoni di Ravanusa e le classi quinte dell’1.I.S. Saetta e Livatino di Ravanusa.
Di fondamentale importanza sono state le testimonianze di alcuni imprenditori che hanno trovato il coraggio di denunciare i loro estorsori; hanno parlato del perché delle loro scelte, delle difficoltà che hanno incontrato ma soprattutto della libertà riconquistata.
“Ricordiamo Liberi Grassi uomo di grande coraggio che ha denunciato, e anche noi oggi stiamo facendo la nostra denuncia e con queste testimonianze forti, vere, vogliamo parlare ai giovani che hanno bisogno di sentire, di capire, di imparare. Quelle di oggi sono testimonianze sofferte ma coraggiose, ed è vero che i giovani sono il futuro ma sono soprattutto il presente ed è oggi che dobbiamo agire tutti insieme per formare qui un vero presidio di legalità”, ha detto Eugenio Di Francesco dell’associazione Sos Impresa a margine dei saluti iniziali che ha visto anche la partecipazione del sindaco Salvatore Pitrola, di recente vittima di un atto intimidatorio; del questore di Agrigento, Tommaso Palumbo, del Colonnello dei Carabinieri, Nicola De Tullio accompagnato dal comandate della compagnia di Licata, Marco Massimino e dal comandante della stazione di Ravanusa, Salvatore Turturici. Presenti i delegati della Prefettura di Agrigento e della Guardia di Finanza.
“Ci sono imprese strozzate, uomini e donne costretti a pagare per poter lavorare, produrre, sopravvivere. Questo è inaccettabile, è criminale. Denunciare si può. Si deve. Lo dico con chiarezza, senza ambiguità: il Comune di Ravanusa non starà mai in silenzio e saremo a fianco di chi ha il coraggio di ribellarsi, insieme all’Associazione Antiracket e alle Forze dell’Ordine. Nessuno deve sentirsi solo”, dice il sindaco Salvatore Pitrola. Lui non è stato abbandonato, la sua comunità non l’ha abbandonato, gli studenti gli sono stati vicino a lui e alla sua famiglia dopo l’atto intimidatorio e anche lui come primo cittadino vuole restare vicino alla sua gente. “A chi subisce dico parlate, riunitevi, riuniamoci, denunciate, fidatevi dello Stato. A chi ricatta dico: Ravanusa non vi appartiene. La legalità non si proclama, si difende ogni giorno. E noi lo faremo, noi ci saremo. Con determinazione e senza paura”, ha concluso il primo cittadino.
La giornata si è conclusa con l’intervento di Giuseppe Scandurra vice presidente nazionale di “Sos Impresa Rete per la Legalità” che ha dichiarato: “siamo felici del lavoro che stiamo facendo in questa terra. Ci sono grandi risultati. Da una denuncia siamo arrivate a dieci denunce, e oggi io in prima persona ho voluto esserci e fare un investimento affinchè ci possa essere la possibilità di avere insieme a noi altri imprenditori liberi che denunciano”.






