Naufragio del 3 ottobre a Lampedusa, identificata vittima dopo 12 anni
Dodici anni dopo la tragedia che costò la vita a 368 persone, quell'uomo, originario dell'Eritrea, sepolto al cimitero di Bompensiere nel Nisseno, ha un nome e un cognome
La vittima 186 del maxi naufragio del 3 ottobre 2013 a Lampedusa è stata identificata. Dodici anni dopo la tragedia che costò la vita a 368 persone, quell’uomo, originario dell’Eritrea, sepolto al cimitero di Bompensiere nel Nisseno, ha un nome e un cognome.
L’equipe del Labanof dell’università di Milano ha compiuto il miracolo e, assieme al comitato 3 ottobre, ha dato una risposta precisa ai familiari della vittima. La salma era stata esumata lo scorso 15 dicembre. L’equipe del Labanof ha avviato un protocollo completo di analisi post mortem: documentazione fotografica forense, scansione 3D dello scheletro, prelievo di campioni biologici per l’estrazione del Dna. I dati genetici post mortem sono stati confrontati con le informazioni ante mortem raccolte dai familiari. È stata cercata e trovata la corrispondenza scientifica e la vittima è stata così identificata.
Accanto al lavoro scientifico, il comitato 3 ottobre ha mantenuto – fra i tanti – i contatti con la famiglia ed ha raccolto informazioni. “A Bompensiere abbiamo dimostrato che è possibile fare di più: le competenze ci sono, le tecnologie ci sono. Quello che manca è la volontà politica”, hanno commentato dal comitato 3 ottobre, impegnato da anni nella costruzione di un progetto di legge a livello europeo per garantire procedure comuni di identificazione e il diritto delle famiglie alla verità.





