Politica

Ciclone Harry, la deputata Ida Carmina: “Stato di emergenza per aiutare popolazione”

Lo dice la deputata del Movimento Cinque Stelle, ed ex sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina

Pubblicato 2 ore fa

“Sono ore drammatiche per la mia Sicilia e per ampie aree dell’Italia meridionale colpite dal ciclone Harry. Ore segnate dalla paura, dall’incertezza e dal dolore di intere comunità che vedono spazzati via, in pochi istanti, i sacrifici di una vita.” Lo dice la deputata del Movimento Cinque Stelle, ed ex sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina.

“Il mio pensiero va a chi in queste ore sta perdendo tutto: la propria casa, il lavoro, i risparmi costruiti con anni di rinunce. A chi guarda l’acqua entrare nelle abitazioni senza poter fare altro che attendere, con il cuore in gola, che la furia della natura si plachi. A queste persone va la mia vicinanza umana e istituzionale: non devono essere lasciate sole. Esprimo solidarietà ai cittadini costretti a rimanere chiusi in casa, a chi ha dovuto evacuare – come nel borgo di Marzamemi – e a coloro che, nonostante i pericoli, sono stati costretti a mettersi in viaggio per recarsi al lavoro.

La mia più sincera vicinanza va anche agli operatori turistici, in particolare della fascia costiera, che all’indomani del ciclone si troveranno a fare la dolorosa conta dei danni, e agli amministratori locali chiamati a gestire questa emergenza in condizioni estreme.

Da ex Sindaco conosco bene il peso delle decisioni che si è chiamati a prendere in situazioni come queste, la tensione costante.  I sindaci sono in prima linea, spesso mettendo a rischio la propria incolumità per proteggere le comunità che amministrano. 

Desidero rivolgere un sentito ringraziamento alle Forze dell’Ordine, ai Vigili del Fuoco, alla Protezione Civile, ai volontari e a tutto il personale impegnato senza sosta in queste ore difficilissime. Il loro lavoro, spesso svolto in condizioni estreme, rappresenta un presidio fondamentale di sicurezza e di speranza per i cittadini colpiti.

A Porto Empedocle restano forti interrogativi su quanto accaduto al tubo di circa 800 metri segnalato dal Comitato Mare Nostrum, visto ondeggiare e apparentemente staccatosi dal fondale sabbioso. Un pericolo serio che, alla luce dell’allerta meteo diramata dalla Protezione Civile, impone la massima attenzione per evitare rischi alla navigazione e l’ennesimo spreco di risorse pubbliche.Ma oggi è impossibile non guardare oltre l’emergenza. Ci troviamo ad affrontare un ciclone nel Mediterraneo, un fenomeno che fino a pochi anni fa sembrava lontano dalla nostra realtà.

Il cambiamento climatico non è più una previsione: è una tragedia che colpisce i territori, le famiglie, l’economia. Continuare a ignorare questa realtà è irresponsabile. Servono politiche serie di prevenzione, una vera difesa del suolo, una revisione coraggiosa delle scelte urbanistiche che hanno consentito di costruire sulla battigia e, in alcuni casi, direttamente sul mare.

Su questi temi il Governo Meloni appare gravemente inadeguato: assente nelle strategie, lento nelle risposte, chiuso in una visione che nega l’evidenza dei fatti. Per questo chiedo con forza che il Presidente Schifani si attivi immediatamente e venga dichiarato dal Governo Meloni lo stato di emergenza e di calamità naturale per i territori colpiti, affinché possano essere attivate tutte le risorse necessarie a sostenere famiglie, imprese e amministrazioni locali e ad avviare al più presto la ricostruzione ed il ripristino. Se vogliamo davvero evitare che tragedie come questa si ripetano, bisogna agire ora. Senza rinvii, senza slogan, senza voltarsi dall’altra parte. È il momento che il Governo se ne assuma finalmente la responsabilità.”

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