Niscemi, Di Paola: “situazione da catastrofe, subito intervento di Stato e Regione”
Il vice presidente dell’ARS in sopralluogo a Niscemi
“La situazione a Niscemi è da catastrofe, sta crollando mezza città e circa mille persone sono state sfollate. Davanti al Comune stamattina si sono persone in ciabatte, perché fatte evacuare tempestivamente dalle loro case perché a rischio crollo. Uno scenario impressionante che richiede attenzione immediata dai governi regionale e nazionale. Siamo al fianco dei niscemesi oggi, nel momento dell’emergenza e lo saremo in tutte le fasi della messa in sicurezza e ricostruzione. Serve supporto immediato per il ripristino dei servizi essenziali che sono oggetto di un grande sforzo di coordinamento da parte del sindaco, che ringrazio. Esprimo gratitudine anche al prefetto, agli operatori della Protezione Civile e alle forze dell’ordine che stanno lavorando senza sosta per dare assistenza e scongiurare rischi per i cittadini”.
Lo dichiara il vice presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Nuccio Di Paola a margine del sopralluogo e del tavolo di coordinamento a Niscemi, nel Nisseno dove un fronte franoso sta facendo scivolare parte del paese e reso impraticabili due strade d’accesso alla cittadina.
“La situazione è drammatica, – aggiunge Di Paola – Niscemi rischia pure l’isolamento perché due delle tre vie d’accesso alla città sono state inghiottite da sistemi franosi. Servono decine di milioni per la messa in sicurezza e la ricostruzione che devono avvenire immediatamente. Saremo implacabili e attenti per controllare l’operato di quella politica che negli anni ha pensato a tutto, tranne che alla messa in sicurezza del territorio e alla realizzazione di infrastrutture realmente necessarie. I siciliani pagano le tasse allo stesso modo dei cittadini del settentrione, eppure hanno ricevuto un trattamento diverso dalle istituzioni e questa frana è figlia di questa storia. Intanto si renda immediatamente disponibile il miliardo e 300 milioni di fondi dei siciliani che il governo vuole destinare al ponte sullo Stretto.” – conclude Di Paola.





