Emergenza idrica a Canicattì, Aica chiede più acqua a Siciliacque ma la società frena: “Vogliamo garanzie”
A pesare è il grosso debito della consortile che, ad oggi, non avrebbe ancora pagato nemmeno l'ultima fattura presentata
Più acqua per fronteggiare l’attuale situazione di emergenza vissuta a Canicattì? Siciliacque non si “fida” di Aica e chiede garanzie.
Cosa sta succedendo: da alcuni giorni gli autobottisti – che nella città dell’Uva Italia sostanzialmente sostituiscono il normale servizio idrico non solo per colmare i ritardi, ma proprio perché moltissimi utenti hanno rescisso da anni il loro contratto – stanno portando avanti una serrata per protestare contro Aica per la difficoltà vissuta ad oggi nel rifornirsi del “prezioso liquido”. Ad oggi vi sarebbe infatti un solo punto di prelievo e quindi non si riuscirebbero a soddisfare tutte le richieste.
Una situazione che sta chiaramente mettendo in ginocchio la popolazione e che il sindaco di Canicattì Vincenzo Corbo ha stigmatizzato, chiedendo l’apertura di altri due punti di prelievo e soprattutto l’aumento della portata idrica destinata alla sua città. Cosa che Aica ha effettivamente fatto, formulando una proposta di incremento di 10 litri secondo (dagli attuali 60 a 70) a Siciliacque.
La risposta del sovrambito, però, non è stata esattamente positiva, a causa della nota situazione debitoria di Aica che, scrive il sovrambito in una nota, “ha raggiunto livelli non più compatibili con gli equilibri economico–finanziari che la scrivente è tenuta a garantire nell’ambito della regolazione di settore e degli obblighi convenzionali”.
Siciliacque ricorda che AICA al momento non sta pagando il corrente (l’ultima fattura ammonta a circa 1,2 milioni di euro) e che il “mancato rispetto della regolarità dei pagamenti, già cronico, sta producendo un incremento costante del credito aperto ad oggi pari a circa 24,5 MEuro, per il cui intero importo non si può che proseguire con le necessarie azioni a tutela stante le ripercussioni dirette sulla sostenibilità del servizio all’ingrosso erogato da Siciliacque sull’intero territorio regionale”.
Siciliacque quindi si dice impossibilitata ad assumersi “nuovi rischi economici” e chiede garanzie: “la fa presente che la richiesta, allo stato non può essere accolta a meno di acquisizione da parte di AICA di una garanzia fideiussoria a prima richiesta, rilasciata da primario istituto, per un importo pari all’intero credito attualmente aperto nei confronti della scrivente”.
Alle 17 di oggi si terrà un vertice in Prefettura ad Agrigento per affrontare la vicenda, ma come è evidente servono soluzioni immediate per sbloccare un servizio privato che è divenuto, nel tempo – in modo più o meno regolare – l’unica forma che ai cittadini è stata offerta.
Proprio per spingere i canicattinesi a tornare “clienti” diretti di AICA, a partire da lunedì 9 febbraio, presso il Comune di Canicattì, saranno attivi nuovi sportelli per supportare i cittadini nella gestione del servizio idrico. Gli uffici osserveranno un orario mattutino dalle 08:45 alle 13:00 dal lunedì al venerdì, con un’ulteriore apertura pomeridiana il giovedì dalle 14:30 alle 18:30.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione con il sindaco Vincenzo Corbo per accelerare le pratiche di nuovo allaccio e favorire la regolarizzazione delle utenze. Presso questi sportelli è possibile ricevere assistenza sulla documentazione necessaria e normalizzare la propria posizione, precisa AICA “nel rispetto della legalità”.





