Agrigento

“Mancanza di collegialità nelle scelte”, componente Cda di Aica chiede conto alla presidente

Convocata una riunione per verificare le competenze della presidenza: tra i temi anche il debito con Siciliacque

Pubblicato 6 giorni fa

Verificare se la presidente di Aica ha rispettato i limiti delle proprie competenze e chiarezza concreta sulla situazione economica della società rispetto al maxi credito vantato da Siciliacque.

A chiederlo non un soggetto esterno alla società di gestione del servizio idrico o un “detrattore”, ma un componente dello stesso Cda, l’ingegnere Franco Puma.

Tutto emerge da una seduta svoltasi a fine gennaio del consiglio di amministrazione il cui verbale è stato pubblicato nei giorni scorsi. La seduta è stata appunto richiesta dal componente, il quale ha inoltre inviato una lettera alla società pubblica – però non allegata – con la quale viene richiesta una convocazione in via d’urgenza.

Puma, dice il verbale, espone le motivazioni della sua richiesta, segnalando una “mancanza di collegialità dell’organo. Precisa – si legge ancora – che la nota oggetto di trattazione si riferiva al mancato integrale pagamento nei confronti di Siciliacque che espone l’Azienda a debiti futuri e ad eventuali atti non leciti”.
Ma non solo. Puma tira fuori dal cilindro un tema che, a leggere sempre il verbale, rimane sostanzialmente inevaso: “per quanto riguarda le scelte future riguardante il personale ai sensi di quanto disposto dallo Statuto – si legge ancora – il CdA essendo organo competente, chiede di essere informato su qualsiasi tipo di assunzione”. Una sollecitazione che appare quasi fuori contesto se diamo per buono il fatto che al momento la società non sta assumendo personale tramite alcun bando pubblico se non consideriamo gli avvocati e i revisori dei conti.

Tornando al tema del debito verso Siciliacque emerge un altro dettaglio interessante. A rispondere a Puma è il direttore generale Francesco Fiorino che, “condivide l’intervento del consigliere Puma in merito all’importanza della collegialità dell’organo” pur chiarendo, forse in riferimento al tema delle assunzioni, che non ci sono “ad oggi atti adottati” e poi aggiunge che “in merito al mancato pagamento del totale dovuto nei confronti di Siciliacque, lo stesso rappresenta che è ben noto a tutti gli enti che tale scelta deriva dall’impossibilità di liquidità dell’Azienda”.

Una posizione chiara, netta, responsabile. Che però cozza con l’immagine fin qui data da Aica all’esterno, cioè di un’azienda sana, in ottima salute economica e che sta resistendo alle richieste di pagamento “a tutela dei cittadini” ritenendo che non tutto quanto sia stato inserito nel calderone dei debiti sia da ritenersi dovuto.

Il direttore generale comunque ricorda che il “Consiglio di Amministrazione è stato informato più volte sulla situazione finanziaria dell’Azienda e che anche in occasione dell’ultima seduta si è discusso ed è stata approvata la relazione sui flussi finanziari dell’Azienda”.

Chiaramente la parola passa alla presidente Danila Nobile, che “dissente sul punto relativo alla mancata collegialità, perché da sempre impegnata a condividere tutte le attività inerenti il CdA, sempre comunicate agli altri due componenti”.

Fine. La discussione termina, baci e abbracci e amici come prima anche perché siamo sicuri che la trascrizione della riunione sia completa, esaustiva e abbia tenuto conto di tutte le opinioni espresse.

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