Agrigento

Amministrative 2026, la DC punta il dito: “Centrodestra sotto mentite spoglie sostiene candidati di sinistra”

I commissari del partito parlano soprattutto di un presunto caso a Ribera, ma il ragionamento varrà ovviamente in tutti i comuni al voto

Pubblicato 3 ore fa

Mentre tutti, dagli osservatori politici agli elettori di area, cercavano di capire che fine farà la Democrazia cristiana dopo il ciclone giudiziario che ha investito Totò Cuffaro, i commissari del partito scendono in campo in modo diretto nelle Amministrative 2026 in provincia di Agrigento accusando il centrodestra di camuffarsi sotto “finto civismo” per sostenere invece soggetti di centrosinistra.

La nota, durissima, è firmata da Totò Cascio, Fabio Meli e Carmelo Sgroi, commissari regionali DC.

“Le imminenti consultazioni elettorali, che vedranno al voto 9 comuni della provincia di Agrigento, costituiscono un banco di prova importante per il centrodestra regionale. Lo schema delle elezioni provinciali dell’anno scorso, in occasione delle quali pezzi della maggioranza del Governo Schifani hanno sostenuto, in accordo con la sinistra, candidati alternativi al centrodestra, non è stata una bella pagina per la coalizione che governa la Sicilia e per gli elettori che si riconoscono in questo progetto politico. A Ribera, uno dei comuni al voto in primavera, questo schema sembrerebbe ripetersi” dice la nota.

Il riferimento potrebbe essere alla candidatura di Maria Rosaria Provenzano che potrebbe essere espressione di una coalizione civica ma frutto della collaborazione destra-sinistra.

“Esponenti e partiti del centrodestra, compresi autorevoli rappresentanti del governo regionale, camuffati sotto mentite spoglie in liste civiche, si stanno ritrovando a sostegno di una candidatura espressione della sinistra che non ha nulla a che vedere con il centrodestra. Ci chiediamo come sia possibile, specie per un partito fortemente identitario a livello nazionale, imboccare la via del finto civismo rinunciando al simbolo e spaccare, così, l’unità della coalizione di centrodestra che governa in Sicilia. I partiti del centrodestra si riconoscano in candidati espressione della coalizione, anziché assecondare – sotto mentite spoglie – ambizioni personali e progetti estemporanei poco rispettosi degli alleati di governo e, soprattutto, degli elettori”, concludono.

Intanto il centrodestra non ha ancora trovato una sintesi innanzitutto ad Agrigento. In tal senso potrebbe essere decisivo un incontro che si terrà domani pomeriggio a Palermo con i maggiorenti del Centrodestra tutto. Sul tavolo, chiaramente, ci sarà innanzitutto il nome di Piero Luparello ma non solo: a scalpitare sono ad esempio partiti come la Lega Noi Salvini, che si sta strutturando in provincia con l’arrivo di alcuni nomi di peso, come Pippo Scalia, Salvatore Iacolino e alcune porzioni di Forza Italia che si sarebbero staccate dal partito in rottura con il deputato regionale Riccardo Gallo.

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