Agrigento

Siciliacque denuncia: “Aica non ha versato integralmente i 10 milioni, la Regione agisca”

La società di sovrambito chiede l'intervento ispettivo per accertare il ritardo nel trasferimento di oltre un milione e ottocentomila euro

Pubblicato 2 ore fa

Si era sperato che l’arrivo di 10 milioni di euro nelle casse di Siciliacque grazie alle somme stanziate dalla Regione Siciliana nella finanziaria 2025 avrebbe permesso di allentare la tensione tra AICA e il sovrambito in attesa che la questione del debito milionario tra le due società fosse definita in modo stabile. Così è stato solo per pochi giorni, dato che tra ambito e sovrambito stanno volando nuovamente scintille.

A generare un nuovo scontro è, stando a quanto denunciato da Siciliacque alla Regione, una violazione di quanto stabilito dalla Legge di stabilità regionale 2026 e del successivo decreto dirigenziale n. 306/2026.

Secondo la società, Aica avrebbe dovuto trasferire “immediatamente e integralmente” l’anticipazione di 10 milioni di euro ricevuta dalla Regione. Al contrario, l’azienda agrigentina ha effettuato solo due versamenti parziali: uno di 7.879.750 euro il 6 marzo 2026 e un secondo di 250.000 euro il 10 marzo 2026.

Questa “trattenuta”, anche se temporanea, di circa 1,87 milioni di euro viene ritenuta dal sovrambito una grave inadempienza agli obblighi di correttezza e buona fede tra soggetti pubblici. Un altro punto di forte attrito riguarda la condotta amministrativa di Aica, la quale, nel disporre i pagamenti parziali, non avrebbe fatto alcun riferimento esplicito all’anticipazione regionale vincolata. Tale omissione impedirebbe la corretta tracciabilità del flusso finanziario previsto dal legislatore per ripianare i debiti pregressi legati alla fornitura idrica all’ingrosso. Siciliacque contesta inoltre il perdurare dell’insolvenza sulle fatture correnti: nonostante l’iniezione di liquidità regionale per i debiti passati, Aica non avrebbe onorato i pagamenti relativi ai mesi di gennaio e febbraio 2026, accumulando un ulteriore debito medio di 1,1 milioni di euro al mese. Questa versione, si ricorderà, era stata respinta da Aica.

Questo comportamento, unito al rifiuto della proposta transattiva del sovrambito viene interpretato da Siciliacque come una mancanza di volontà nel risanare stabilmente la posizione debitoria.

Per questo la società sollecita l’intervento ispettivo del Dipartimento dell’Acqua e dei Rifiuti, richiamando l’onere previsto per Aica di presentare prova documentale del trasferimento integrale delle risorse, pena l’accertamento di specifiche responsabilità, e annunciando che comunque continuerà a perseguire le vie legali per il recupero delle somme.

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