Canicattì

Canicattì, Giardino dei Giusti: rubata la targa dedicata al giudice Livatino

Oltre alla targa del Beato Livatino è stata portata via anche quella di Antonino Sciascia.

Pubblicato 2 giorni fa

Un grave episodio si è registrato a Canicattì ed è stato reso noto dal sindaco, Vincenzo Corbo che scrive: “Con profondo sgomento e indignazione, informo la cittadinanza e l’opinione pubblica su un atto vile e oltraggioso che ha colpito uno dei luoghi più significativi della nostra comunità. Stamane, recandomi all’interno della Villa comunale “Stefano Saetta”, ho verificato che il pannello di acciaio corten recante il nome del Beato Rosario Livatino è stato sottratto da ignoti, che lo hanno rimosso dal Giardino dei Giusti. Ho immediatamente informato le Forze dell’Ordine, che sono intervenute con immediatezza, al fine di acquisire ogni elemento utile alla ricostruzione dei fatti e all’identificazione dei responsabili di questo atto ignobile.

Strappare da quel giardino simbolico la foglia ove è inscritto il nome del Beato Rosario Livatino significa colpire non solo un simbolo, ma il cuore stesso della nostra comunità. Non si tratta di un gesto vandalico qualunque. Chi ha compiuto questo atto ha scelto deliberatamente di profanare la memoria di un Beato, primo magistrato nella storia della Chiesa cattolica ad essere beatificato, di un uomo che ha dedicato ogni giorno della sua vita allo Stato e ai valori più alti della convivenza civile. Ha scelto di colpire un luogo che è stato pensato per ricordare alle generazioni future che il Bene è possibile, che il sacrificio ha un senso, che la legalità non è una parola vuota. Un atto del genere non può e non deve restare impunito: la comunità di Canicattì — città che porta nel cuore il nome e l’esempio del Beato Livatino — non si lascia intimidire e non dimentica. Il pannello in corten sarà ripristinato. Il nome del Beato Rosario Livatino continuerà a brillare in quel giardino, come ha continuato a brillare per oltre trentacinque anni nella coscienza di chi crede nella Giustizia”. Oltre alla targa del Beato Livatino è stata portata via anche quella di Antonino Sciascia.

Sulla vicenda è intervenuta anche Claudia Vecchio, Presidente dell’Associazione Casa Museo Giudice Livatino che dichiara: ” Questo luogo nasce per rendere omaggio a Uomini che nel corso della loro vita hanno scelto il bene ponendolo al centro del proprio mondo di valori. E colpire questo luogo significa colpire i valori stessi della comunità, vuol dire calpestare la Memoria di Uomini Giusti ma soprattutto significa che l’operato di chi ha vissuto nel Bene combattendo le ingiustizie ancora arreca disturbo a chi, in quei valori non ha mai creduto. Questo vile atto non impedirà di continuare la nostra opera di divulgazione della Memoria e, promettiamo che, questo luogo continuerà ad essere luogo simbolo di legalità e ricordo”.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Grandangolo Settimanale N.25/2026 · Edizione digitale
Ultima uscita
Vai all'edicola digitale
N.25/2026
Pagina 1 di 18
Hai già acquistato questo numero? Inserisci il codice di accesso:
banner italpress istituzionale banner italpress tv