Messina

Frode con i contributi del Pnrr, sequestrati oltre 80 mila euro

L’attività agricola asseritamente esercitata risultava in realtà del tutto marginale rispetto a quella agrituristica

Pubblicato 3 ore fa

I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno concluso un’attività d’indagine nei confronti di un soggetto operante nel Comune di Reitano (ME), beneficiario di un contributo pubblico non spettante dal valore di circa € 83.500,00 erogato nell’ambito del P.N.R.R. – Missione 2 – “Rivoluzione Verde e Transizione ecologica” per la realizzazione di un progetto finalizzato all’installazione di un impianto fotovoltaico. 

Il servizio origina dall’approfondimento di alcuni elementi informativi inviati dal Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza nell’ambito di una più ampia analisi operativa di rischio effettuata anche grazie a un protocollo di collaborazione con il G.S.E. – Gestore Servizi Energetici (in qualità di soggetto attuatore della misura) ed avente a riguardo i beneficiari di risorse finalizzate alla realizzazione di investimenti e progetti finanziati dal P.N.R.R.. 

In particolare le attività hanno consentito di evidenziare che l’attività agricola asseritamente esercitata risultava in realtà del tutto marginale rispetto a quella agrituristica. Ad esempio, all’atto dell’accesso, presso i locali aziendali la ditta non presentava in magazzino alcuna scorta di prodotti agricoli trasformati o da trasformare e non era presente alcun macchinario funzionale alla trasformazione dei prodotti agricoli né personale idoneo a svolgere tale attività.

Attraverso successivi mirati approfondimenti di natura contabile e finanziaria, le Fiamme Gialle della Tenenza di Sant’Agata di Militello, coordinate e dirette dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Patti, hanno compiutamente ricostruito il contesto denunciando una persona fisica responsabile del reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche. 

Il G.I.P. del Tribunale di Patti ha dunque emesso, su richiesta della Procura della Repubblica di Patti, un provvedimento di sequestro preventivo che riguarda l’apprensione di liquidità e di beni immobili rinvenuti nella disponibilità dell’indagato fino alla concorrenza del valore di € 83.500,00, corrispondente al profitto della fattispecie delittuosa contestata.

L’odierna attività testimonia l’impegno della Guardia di Finanza al fianco delle amministrazioni centrali nella strategia antifrode finalizzata a contrastare gli illeciti e gli sprechi di denaro pubblico, presupposto ineludibile per un utilizzo trasparente ed efficiente dei finanziamenti nazionali ed europei a tutela delle imprese oneste e di un virtuoso sviluppo del Paese.

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