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La commissione Antimafia stila la lista degli “impresentabili”: c’è anche Luigi Gentile

La commissione gli contesta un processo in corso per bancarotta fraudolenta. Gentile: "Lista di proscrizione sovietica"

Pubblicato 1 ora fa

C’è anche Luigi Gentile, candidato di Lega, DC e Noi moderati – Sud chiama Nord nella lista degli “impresentabili” redatta dalla commissione antimafia nazionale.

Sono 28 in totale in tutta italia i nomi individuati utilizzando il codice di autoregolamentazione dei partiti, che individua come motivi di incandidabilità anche solo le condanne in primo grado o reati contro la pubblica amministrazione e le vicende giudiziarie in corso, quindi è estremamente più restringente rispetto alla normativa esistente. Non si tratta quindi di uno stop legalmente fondato, ma solo di un tema di opportunità politica.

L’elenco è stato letto durante i lavori di commissione dalla presidente Chiara Colosimo. Oltre Gentile, tra gli “impresentabili” siciliani anche Alfio Pillera, candidato sindaco per il Comune di Randazzo (Catania) per le liste “Trasparenza e legalità -Freddy Pillera sindaco Randazzo”; Gianluca Giuseppe Anzalone, candidato alla carica di sindaco a Randazzo per la lista “Si muove la città”; Concetta Carla Luisa Foti, candidata alla carica di sindaco a Randazzo per la lista “Responsabilità e futuro”.

Andando a consultare l’allegato alla seduta si scopre anche il motivo per cui la commissione ha reputato Gentile “impresentabile”: il tribunale di Agrigento ha infatti disposto per lui, lo scorso 12 marzo 2021, il rinvio a giudizio per il reato di bancarotta fraudolenta (artt. 216, 219 e 223 della legge fallimentare ora previsti dagli artt. 322, 326 e 329 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza). Il procedimento è attualmente pendente in fase dibattimentale innanzi al tribunale di Agrigento, prossima udienza fissata il 21 maggio 2026. Secondo la commissione la candidatura risulta pertanto in violazione dell’articolo 1, comma 1, lettera o), del codice di autoregolamentazione.

“Leggo con stupore una sorta di lista di proscrizione diffusa dalla presidente della commissione nazionale Antimafia, Chiara Colosimo – commenta Gentile -. Fa specie che in un paese civile si continui con una brutta abitudine, direi quasi sovietica, di denigrazione personale che non considera le guarentigie costituzionali sulla presunzione d’innocenza. Trovo alquanto surreale che venga contestata un’interpretazione normativa sull’approvazione di bilanci societari risalente tra l’altro al 2007 e di cui sono certo che verrà pronunciata sentenza di assoluzione, peraltro legata alla mia attività libero professionale nell’ambito di un collegio sindacale. Pertanto non mi faccio mettere la lettera scarlatta da nessuno, aspettando sereno e fiducioso il buon esito del procedimento”.

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