Scuola chiusa a Campobello, il Sindaco chiede chiarimenti alla Dirigente
Nella nota inviata dal Comune, il sindaco Terrana parla di “chiusura arbitraria del plesso Mazzini”, sottolineando di avere appreso la notizia “in modo alquanto informale e senza nessuna comunicazione”.
Una mattinata di disagi e tensioni istituzionali quella vissuta ieri al plesso scolastico “Mazzini” di Campobello di Licata, dove le lezioni sono state sospese a causa della mancanza d’acqua. La vicenda ha immediatamente acceso il dibattito politico e amministrativo, culminando con una nota ufficiale del sindaco Vito Terrana indirizzata alla dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo “S.G. Bosco”.
Il disservizio sarebbe collegato alla mancanza di approvvigionamento idrico, situazione che avrebbe impedito il regolare svolgimento delle attività scolastiche. La decisione di sospendere le lezioni avrebbe provocato preoccupazione tra le famiglie degli studenti, molte delle quali avrebbero appreso la notizia soltanto nelle prime ore della mattinata a campanella già suonata.
Nella nota inviata dal Comune, il sindaco Terrana parla di “chiusura arbitraria del plesso Mazzini”, sottolineando di avere appreso la notizia “in modo alquanto informale e senza nessuna comunicazione”. Il primo cittadino afferma inoltre di essersi immediatamente attivato dopo le segnalazioni ricevute dai genitori inviando un’autobotte che in dieci minuti ha fatto rientrare l’allarme.
“Appresa la notizia – si legge nel documento – lo scrivente si è tempestivamente adoperato per dotare l’istituto dell’acqua”.
Il sindaco evidenzia anche come l’amministrazione comunale abbia sempre mantenuto “spirito di collaborazione e supporto all’istituzione scolastica” sin dal proprio insediamento.
Il passaggio più significativo della comunicazione riguarda però il rapporto tra Comune e scuola. Terrana lamenta infatti l’assenza di un confronto preventivo con i vertici scolastici, precisando che gli stessi avrebbero dichiarato di non essere stati informati della chiusura. Da qui la richiesta finale di “ricevere notizie in ordine ai fatti accaduti”. La vicenda rischia adesso di trasformarsi in un caso politico-amministrativo, soprattutto perché coinvolge un servizio essenziale come quello scolastico e pone interrogativi sulle modalità di gestione.

