Crisi idrica, il sindaco di Sciacca alza la voce: “Basta alle prepotenze di Siciliacque”
Il primo cittadino annuncia che invierà una richiesta al presidente dell'Ati per convocare una seduta urgente dell'assemblea dei sindaci allargata ai deputati
“Basta con la prepotenza di Siciliacque. Basta ricatti. Dia ai cittadini tutta l’acqua di cui hanno bisogno per affrontare la stagione estiva”. È quanto chiede il sindaco di Sciacca Fabio Termine.
“Non possiamo più accettare che sulla pelle dei cittadini della provincia di Agrigento si continui a giocare una partita fatta di pressioni, minacce e ricatti istituzionali. Dopo una stagione piovosa straordinaria, con invasi finalmente pieni d’acqua, dopo che i siciliani hanno assistito allo spreco di oltre 100 milioni di euro per la realizzazione e l’attivazione di due dissalatori dai costi di gestione enormi, oggi ci ritroviamo ancora una volta davanti all’ennesima scelta incomprensibile da parte di Siciliacque”.
Termine evidenzia come, nonostante la disponibilità d’acqua presente negli invasi e nonostante l’imminente aumento dei consumi legato alla stagione estiva, “Siciliacque ha deciso di non incrementare l’erogazione idrica destinata ai comuni della provincia di Agrigento. Una decisione gravissima, che rischia di far ripiombare il nostro territorio nell’emergenza proprio nel momento in cui cittadini, imprese e operatori turistici hanno bisogno di certezze e programmazione”.
Per questo rivolge un appello a tutti i sindaci della provincia: “Serve una presa di posizione unitaria e senza ambiguità. Chiedo alla deputazione regionale di intervenire immediatamente. Chiedo al Governo regionale di assumersi fino in fondo la responsabilità politica di questa situazione e di impedire che si consumi l’ennesima estate di emergenza e mortificazioni”.
Il sindaco Fabio Termine annuncia che questa mattina invierà una richiesta al presidente dell’ATI per chiedere la convocazione urgente dell’assemblea dei sindaci alla presenza dei deputati.

