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Hydra, i pentiti ricostruiscono le “imprese” di Gioacchino Amico tra Tiktok e fatture false

A raccontarlo un mese fa ai pm della dda milanese Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, è stato Francesco Bellusci uno dei 'pentiti' dell'indagine Hydra

Pubblicato 1 ora fa

Foto su TikTok o su Instagram in cui Gioacchino Amico, referente in Lombardia del clan Senese, e Christian ‘Dollarino’ Gregorini esponente della camorra “contavano i soldi e si facevano tipo i sandwich, tipo il panino con i soldi facevano queste stupidate”. A raccontarlo un mese fa ai pm della dda milanese Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, è stato Francesco Bellusci uno dei ‘pentiti’ dell’indagine Hydra con la quale è stata ipotizzata l’esistenza di una mafia a ‘tre teste’ per gestire gli affari sul territorio lombardo. Il verbale di Bellusci, affiliato alla ‘ndrangheta di Lonate Pozzolo, è tra quelli depositati tra ieri e oggi dai pubblici ministeri al processo con rito ordinario a carico di 44 persone ed offre uno spaccato degli ‘affari’ del consorzio mafioso e del giro di denaro contante frutto di estorsioni, traffico di droga e altre attività illecite non sempre andate a buon fine. Come quella tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 per cui Bellusci, Amico e Gregorini, avevano costituito una società, la Gfe, e “programmato di effettuare illegalmente somministrazione di manodopera”, evadendo i contributi. E questo anche “per favorire” il rientro dei debiti di Amico nei confronti dei Pace, famiglia legata al mandamento di Castelvetrano di Matteo Messina Denaro. Ma dopo che “occhi celesti”, questo il soprannome del collaboratore di giustizia”, aveva trovato un ufficio a Cuggiono, nel Milanese, e aveva cominciato a cercare i clienti, gli altri due soci “prendono, partono e se ne vanno giù (…) a Terrasini” in Sicilia. In sostanza spariscono inducendo Bellusci, che stava lavorando anche per loro, a mollare. “Questo io non lo vengo a sapere. Per ciò io mi stizzo lì”. Si irrita anche per le immagini dei due sui social. Non solo “il panino con i soldi”, ma pure il “video sull’aereo” in cui “facevano vedere il borsello di Louis Vuitton con dentro fasce di soldi. Quindi erano andati a fare qualcosa giù. Automaticamente Gregorini mi aveva tagliato fuori, non tanto Gioacchino Amico, ma Gregorini. Gregorini aveva molta influenza su Gioacchino Amico. Quindi Gregorini mi taglia fuori, a questo punto, e loro continuano a fare le loro attività. Quindi io poi, là decido di mollare”. “

Dopo il subentro della locale di Legnano nell’unione nel maggio 2021, in occasione della riunione di Cassano Magnago sono stato coinvolto, quale componente della locale di Legnano, in un affare legato a grosse truffe in vari settori da commettere sfruttando un capannone nella zona di Milano e rivendendo poi la merce truffata; affare che non si e’ concretizzato e che vedeva coinvolti, oltre a me, anche Amico, Gregorini, Fidanzati e Galioto”. Lo ha messo a verbale il collaboratore di giustizia Francesco Bellusci, 38 anni, in uno degli interrogatori resi con i pm della Dda di Milano, titolari dell’inchiesta Hydra sulla presunta esistenza di un consorzio in Lombardia di esponenti delle tre mafie storiche. Il verbale e’ tra gli atti depositati nel processo con rito ordinario a carico di 42 imputati. Le dichiarazioni di Bellusci, condannato in abbreviato a 4 anni e mezzo di reclusione, fornirebbero un riscontro all’esistenza del gruppo mafioso coinvolto in varie tipologie di reato. Agli inquirenti il pentito ricostruisce anche come avveniva la divisione dei profitti derivanti dell’attivita’ illecite: “Ricordo che fu” Gioacchino Amico, presunto emissario al Nord del clan camorristico dei Senese, “a spiegare, con grande naturalezza, che si sarebbe occupato lui di emettere le fatture per consentire di far uscire il denaro dalle varie societa’ coinvolte e per trasformarlo in denaro contante da distribuire”.

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