Giudiziaria

Pallavolista morta in piscina, la famiglia si oppone all’archiviazione: “Per noi è omicidio colposo”

L'amarezza dei familiari di Simona Cinà riguardo al modo in cui le indagini sono state svolte dal pm

Pubblicato 5 ore fa

“Abbiamo ritenuto di dovere convocare questa conferenza per accompagnare l’atto di opposizione all’archiviazione che la Procura di Termini Imerese ha depositato a fine luglio: abbiamo l’esigenza di rappresentare l’amarezza dei familiari di Simona Cinà riguardo al modo in cui le indagini sono state svolte dal pm di Termini, dalla polizia giudiziaria e dai consulenti tecnici nominati dal pm”. Lo ha detto l’avvocato Antonio Ingroia nel corso di una conferenza stampa, convocata nel suo studio a Palermo, per annunciare insieme ai familiari della vittima l’opposizione alla richiesta di archiviazione. “Ci sono evidenti lacune investigative, soprattutto nelle ore successive al decesso, e gli accertamenti medico-legali sono insufficienti. Il punto dolente è il mancato approfondimento di tutti quei profili dai quali avrebbero potuto evidenziarsi responsabilità penali colpose di vari soggetti; la sensazione è che la ricostruzione della Procura, che conduce a una morte accidentale in una dinamica mai accertata, sia contraddittoria e condizionata fin dall’inizio da un’ipotesi investigativa precostituita, che esclude la partecipazione di terzi all’evento. Non è qualcosa che la famiglia dice per sete di vendetta, ma perché è convinta che ci sono responsabilità terze che si sarebbero potute accertare meglio in sede di indagine: è stata scartata completamente l’ipotesi che Simona sia caduta in piscina per una spinta a mo’ di scherzo, cosa che secondo gli atti era già successa a un’altra ragazza nel corso della serata con rischio di annegare”.

“Le ipotesi in campo a nostro parere sono quella di omicidio colposo nei confronti di noti, a cominciare dagli organizzatori della festa: lo stesso pm parla di condizioni particolari che avrebbero giustificato il fatto che nessuno si sia accorto di nulla e il tutto sia avvenuto accidentalmente. Medici legali e pm hanno completamente ignorato il trauma cranico di Simona: questo non è stato datato, né si è stabilito se potesse essere una concausa della morte. Che una vicenda così si chiuda con una richiesta di archiviazione è inammissibile, come anche che non siano state date cause certe sulla morte di una ragazza che era arrivata sana e felice a questa festa, dopo la quale tutti gli amici sono improvvisamente spariti”.

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