Pallavolista morta in piscina, la famiglia si oppone all’archiviazione: “Per noi è omicidio colposo”
L'amarezza dei familiari di Simona Cinà riguardo al modo in cui le indagini sono state svolte dal pm
“Abbiamo ritenuto di dovere convocare questa conferenza per accompagnare l’atto di opposizione all’archiviazione che la Procura di Termini Imerese ha depositato a fine luglio: abbiamo l’esigenza di rappresentare l’amarezza dei familiari di Simona Cinà riguardo al modo in cui le indagini sono state svolte dal pm di Termini, dalla polizia giudiziaria e dai consulenti tecnici nominati dal pm”. Lo ha detto l’avvocato Antonio Ingroia nel corso di una conferenza stampa, convocata nel suo studio a Palermo, per annunciare insieme ai familiari della vittima l’opposizione alla richiesta di archiviazione. “Ci sono evidenti lacune investigative, soprattutto nelle ore successive al decesso, e gli accertamenti medico-legali sono insufficienti. Il punto dolente è il mancato approfondimento di tutti quei profili dai quali avrebbero potuto evidenziarsi responsabilità penali colpose di vari soggetti; la sensazione è che la ricostruzione della Procura, che conduce a una morte accidentale in una dinamica mai accertata, sia contraddittoria e condizionata fin dall’inizio da un’ipotesi investigativa precostituita, che esclude la partecipazione di terzi all’evento. Non è qualcosa che la famiglia dice per sete di vendetta, ma perché è convinta che ci sono responsabilità terze che si sarebbero potute accertare meglio in sede di indagine: è stata scartata completamente l’ipotesi che Simona sia caduta in piscina per una spinta a mo’ di scherzo, cosa che secondo gli atti era già successa a un’altra ragazza nel corso della serata con rischio di annegare”.
“Le ipotesi in campo a nostro parere sono quella di omicidio colposo nei confronti di noti, a cominciare dagli organizzatori della festa: lo stesso pm parla di condizioni particolari che avrebbero giustificato il fatto che nessuno si sia accorto di nulla e il tutto sia avvenuto accidentalmente. Medici legali e pm hanno completamente ignorato il trauma cranico di Simona: questo non è stato datato, né si è stabilito se potesse essere una concausa della morte. Che una vicenda così si chiuda con una richiesta di archiviazione è inammissibile, come anche che non siano state date cause certe sulla morte di una ragazza che era arrivata sana e felice a questa festa, dopo la quale tutti gli amici sono improvvisamente spariti”.




