ASP di Agrigento, al via il primo convegno degli psicologi
Si terrà domani e dopodomani, 1 e 2 ottobre, a Casa Sanfilippo, nel Parco Archeologico della Valle dei Templi
Si terrà domani e dopodomani, 1 e 2 ottobre, a Casa Sanfilippo, nel Parco Archeologico della Valle dei Templi, il primo convegno degli psicologi dell’ASP di Agrigento, dal titolo “Oltre un destino annunciato: dalla psicodiagnosi al prendersi cura. Le buone prassi per invertire la rotta”.
L’iniziativa, organizzata dall’Unità Operativa Complessa di Psicologia dell’ASP di Agrigento, diretta dalla dottoressa Angela Bruno, rappresenta un appuntamento inedito per l’Azienda e nasce con l’obiettivo di promuovere una riflessione sul ruolo della psicologia nell’attuale sistema sanitario e sulla necessità di affiancare alla diagnosi una presa in carico sempre più tempestiva, personalizzata e integrata.
Al centro delle due giornate sarà il tema della vulnerabilità e della possibilità di intervenire prima che una difficoltà si trasformi in una condizione di malattia o cronicità. Il convegno metterà a confronto esperienze e buone pratiche sviluppate nei diversi contesti di cura, dalla psicologia ospedaliera ai consultori, dalla salute mentale alle cure primarie e alla prevenzione, con particolare attenzione alla collaborazione tra professionisti sanitari e sociali.
Il valore dell’iniziativa risiede anche nella sua dimensione multiprofessionale: psicologi, medici e altri operatori saranno chiamati a confrontarsi su modelli di intervento capaci di considerare non soltanto la persona, ma anche la famiglia, le relazioni e la comunità di riferimento. Una prospettiva che punta a rafforzare la continuità tra ospedale e territorio e a valorizzare la psicologia come componente della promozione della salute.
La seconda giornata sarà dedicata in particolare alla psicologia delle cure primarie, alle Case di Comunità e alla promozione della salute nei diversi contesti sociali, scolastici e organizzativi. L’obiettivo è condividere strumenti e percorsi che possano contribuire a “invertire la rotta”, favorendo interventi precoci e costruendo nuove possibilità di benessere e qualità di vita.
Il programma prevede inoltre momenti di confronto e gruppi dialogici, testimonianze, letture e contributi anche attraverso linguaggi espressivi, a sottolineare la centralità della persona e della sua esperienza nel percorso di cura.




