Agrigento

Boom di visitatori per Botero tra Agrigento e Palermo, gli organizzatori prevedono una proroga

Il grande successo ha dunque indotto l’organizzazione a ipotizzare una proroga della mostra

Pubblicato 4 ore fa

Sono bastati poco più di 60 giorni per la doppia esposizione, tra Agrigento e Palermo, dedicata al maestro colombiano, per capire quanto la Sicilia e Fernando Botero abbiano una simbiosi senza tempo. Centotrentacinquemila visitatori hanno suffragato la passione del pubblico per l’artista sudamericano visitando, tra agosto e settembre, le due mostre in corso alla Valle dei Templi e al Museo Riso. La società organizzatrice, Renaissance srl, e la famiglia Botero pronti a prorogare la data di chiusura della mostra fissata, attualmente, al 31 ottobre. Dopo il successo storico con la doppia rassegna, La Corrida e Via Crucis (1988) e La Pasión de Cristo (2015), che fece registrare l’attenzione di oltre 400mila visitatori, ora tocca alla doppia esposizione ad Agrigento, Fernando Botero. L’incanto del Mito, e a Palermo, Fernando Botero. Il peso dei sogni, puntare a superare ogni record. Alla base di questo forte interesse del pubblico per l’arte di Botero resta l’attenzione che il Maestro ha sempre avuto, per attrazione e richiamo, non solo artistico, per questa regione.

“La mostra dedicata a Fernando Botero, tra la Valle dei Templi e Palazzo Riso, ha aperto un dialogo di rara intensità tra la sensibilità contemporanea, la memoria dell’antico e l’identità culturale della Sicilia – ha dichiarato Nicola Barbatelli, curatore della mostra con Fernando Botero Quintana, nipote del maestro -. L’affluenza, superiore alle aspettative, testimonia la capacità dell’arte di farci riscoprire anche i luoghi che credevamo di conoscere. Per questo si sta lavorando con la famiglia Botero alla possibilità di prorogare la mostra, dando continuità a un progetto che ha già assunto un valore culturale ben oltre la sua durata inizialmente prevista”.

La mostra Fernando Botero. L’incanto del Mito ad Agrigento riunisce 25 opere originali, tra sculture, acquerelli, disegni e tecniche miste, provenienti dalla Fernando Botero Zea Collection e da Botero Family Estate, sviluppandosi negli spazi esterni della Valle dei Templi con 8 sculture in bronzo che instaurano un confronto diretto con la monumentalità dell’antica Akragas, con l’architettura dorica e con la luce del paesaggio siciliano. Mentre all’interno di Villa Aurea, il percorso assume, invece, un carattere più raccolto e meditativo, con 17 opere su carta e su tela, tra le ultime completate dall’artista nel 2023.

“Ringrazio tutto il pubblico per l’entusiasmo e la dedizione dimostrata – sottolinea in una mail inviata all’organizzazione il figlio del Maestro, Fernando Botero Zea – ma anche per la cura professionale con la quale questo progetto ha preso vita. Un ringraziamento anche alle testate giornalistiche italiane che stanno riservando alla mostra dedicata a mio padre, un’ampia copertura mediatica che le esposizioni in corso alla Valle dei Templi di Agrigento e al Museo di Arte contemporanea Riso di Palermo stanno ricevendo”.

Il grande successo ha dunque indotto l’organizzazione a ipotizzare una proroga della mostra. Dopo il messaggio ricevuto dalla famiglia Botero le distanze sembrano più vicine per poter raggiungere l’obiettivo, nonostante le opere abbiano già una destinazione per la primavera 2027 ad altra mostra. Una prima ipotesi, infatti, è quella di far slittare la chiusura a fine 2026, ma esiste anche una valida opportunità per un periodo maggiore come lascia intendere Emanuele Lacagnina, AD di Renaissance srl società che ha prodotto la doppia mostra su Fernando Botero: “Il nostro lavoro è andato ben oltre la produzione tecnica della mostra. C’è stata una forte attività diplomatica e istituzionale, con rapporti internazionali, interlocuzioni con ambasciate e numerosi viaggi intercontinentali, necessari per costruire relazioni, ottenere fiducia e portare a compimento un progetto molto ambizioso. Il nostro compito è stato tradurre in un risultato concreto la visione e gli obiettivi indicati dai vertici istituzionali siciliani, coordinando ogni passaggio fino all’apertura della mostra. Il tutto dimostra che la Sicilia può produrre e gestire grandi mostre internazionali con risultati concreti, sia in termini culturali sia di pubblico. È un modello che unisce cultura, turismo, relazioni internazionali e sostenibilità economica”.

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