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Tangenti e rifiuti: la nuova “pista” porta al maxi appalto di Agrigento

Nel rapporto della Squadra mobile spunta l'appalto da 147 milioni di euro per la raccolta dei rifiuti ad Agrigento e in altri nove Comuni

Pubblicato 1 ora fa

L’inchiesta su un presunto giro di tangenti che ha travolto (tra gli altri) l’ex vicepresidente della Regione Gaetano Armao si allarga. E punta dritto ad Agrigento. Nell’informativa c’è anche il maxi appalto da oltre 147 milioni di euro – divisa in due lotti – per la raccolta dei rifiuti e lo spiazzamento nella Città dei templi e nei comuni di Aragona, Camastra, Canicattì, Castrofilippo, Casteltermini, Comitini, Grotte, Racalmuto e Naro. Sono quattro i protagonisti di questo nuovo segmento investigativo coordinato dal procuratore aggiunto Eugenio Faletra e dai sostituti Andrea Zoppi e Alessandro Macaluso: si tratta degli imprenditori empedoclini Giuseppe Gaglio e Pietro Alongi, attivi nel settore dei rifiuti, del deputato regionale di Forza Italia, Gaspare Vitrano, presidente della commissione Attività produttive dell’Ars, e l’avvocato Valentina Matta, cugina del legale Pierluigi. I loro nomi compaiono nel maxi rapporto della Squadra mobile di Palermo guidata dal dirigente Antonio Sfameni. Nei confronti di Pierluigi Matta, così come per Gaetano Armao, è stata chiesta la custodia in carcere che adesso dovrà essere vagliata dal gip Giuseppa Zampino al termine degli interrogatori preventivi. Matta, nel frattempo, è stato sospeso dal Csm quale membro della commissione di esami per i concorsi in magistratura. 

Ma torniamo alla vicenda “agrigentina”. Secondo quanto riportano oggi il Giornale di Sicilia e La Gazzetta del Sud i pm hanno messo nel “mirino” l’appalto da 147 milioni di euro dei rifiuti ad Agrigento. Per gli investigatori della Squadra mobile di Palermo i due imprenditori agrigentini, per il tramite del deputato Vitrano, avrebbero affidato un incarico di rappresentanza all’avvocato Valentina Matta (cugina di Pierluigi ndr). Dietro quella consulenza, sostengono i poliziotti, potrebbero però esserci un compenso illecito che (in parte) sarebbe dovuto finire ad Armao che, nel maggio scorso, era stato nominato presidente della commissione incaricata di valutare le offerte per l’appalto. Alla gara (tra le altre) partecipano la ditta salernitana Sarim come capofila e le agrigentine Icos e Eco Burges. La richiesta di assistenza sarebbe stata proprio per queste ultime due. Il primo contatto, annotano gli investigatori, avviene il 9 giugno quando viene registrato un colloquio tra Matta e Armao: “La facciamo assistere a Valentina, non c’è problema” dice l’avvocato. “Questo è importante” risponde l’ex vicepresidente della Regione. Il 10 giugno entra in scena il deputato regionale di Forza Italia, Gaspare Vitrano, presidente della commissione attività produttive all’Ars, il quale telefona a Valentina Matta per fissare un appuntamento con gli imprenditori empedoclini, cosa che avviene il 15 giugno. In questa occasione Alongi rappresentava di voler assegnare una consulenza stragiudiziale alla professionista per una importante gara europea.

Il 23 luglio avviene un altro incontro al quale partecipano – oltre agli empedoclini, Vitrano e l’avvocato Valentina Matta– anche Cosimo Bardascino ed Elisa Agovino, rispettivamente presidente e consigliere della Sarim. Ed è qui che gli investigatori annotano un colloquio che per loro è di rilevante interesse. Alongi dice: “La data può mettere il 7 aprile 2026”. Per i poliziotti questo sarebbe un escamotage per retrodatare la consulenza (la nomina di Armao avverrà nel maggio 2026, dunque un mese più tardi). L’avvocato risponde: “Non era Pasqua, vero?”. Per i poliziotti l’espediente sarebbe “un artificio preordinato a fornire una parvenza di legalità ad un incarico di consulenza il cui effettivo conferimento si colloca temporalmente in una fase nella quale le offerte, amministrativa e tecnica, erano già state presentate dal R.T.I.”. Per la Squadra mobile, invero, la consulenza appena firmata potrebbe essere “un espediente fittizio” per coprire un compenso illecito che, in parte, sarebbe dovuto andare a Gaetano Armao. Il 24 luglio, dopo aver firmato il contratto di consulenza, gli investigatori registrano un incontro tra Pierluigi Matta e la cugina Valentina in cui si parla delle percentuali per il computo del compenso professionale: “0.25 in percentuale sull’importo di aggiudicazione..l’altro 0.50..”. Pierluigi Matta chiosava: “Ti devono tenere informata su tutto..questa è una bella cosa..”.

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