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Secondo weekend delle Vie dei Tesori a Sciacca, racconto e teatro tra chiese e giardini

Franco Bruno dà voce alla città antica a Sant’Antonio Abate, Nicola Puleo ritrova la memoria dell’“acqua di l’occhi”. Il teatrodanza a Palazzo Licata Borsellino. Poi corallo, passeggiate e l’apertura del Collegio dei Gesuiti

Pubblicato 44 minuti fa

Una fuga per amore, uno scoglio su cui trovare rifugio, una città ricevuta in dote. E poi i marinai che cercavano l’acqua con cui liberare gli occhi dalla salsedine; le donne, le cui vite si possono leggere anche attraverso gli abiti che hanno indossato. Sciacca è impastata di mare e di terra, custodisce storie nascoste tra le pietre, nelle case, affidate alla memoria delle famiglie. Nel secondo weekend delle Vie dei Tesori saranno gli attori a farle riemergere, tra una chiesa antica e un giardino appartato. Sabato 17 e domenica 18 ottobre si torna a varcare portoni, entrare nelle botteghe, scoprire ciò che la città conserva dietro le sue facciate. E si aggiungono al percorso la chiesa e il Collegio dei Gesuiti, che aprono da questo fine settimana.

Sabato sarà Franco Bruno a dare voce alla chiesa di Sant’Antonio Abate, in piazza Campidoglio, a ridosso delle mura quattrocentesche. Il racconto teatrale seguirà le tracce della Sciacca normanna, a partire dalla vicenda di Giulietta d’Altavilla: la fuga per amore, il rifugio trovato in città, il perdono paterno e quella dote singolare, Sciacca stessa. Una storia che accompagnerà i visitatori negli anni in cui nacquero alcune delle chiese più antiche, dalla Matrice a San Nicolò la Latina, fino a Sant’Antonio Abate, accanto all’accesso sul mare. Tra le opere d’arte e le memorie custodite dalla Confraternita del Santissimo Crocifisso, che qui ha sede dal Seicento, la visita diventerà teatro. Domenica il racconto si sposterà al Giardino Scandaglia: qui finivano le monetine lanciate dalla piazza soprastante, ciascuna accompagnata da un desiderio: la famiglia le ha raccolte e conservate, piccola collezione di speranze altrui. Sarà Nicola Puleo a teatralizzare la storia dell’“acqua di l’occhi”, la sorgente a cui i marinai affidavano il sollievo degli occhi affaticati dalla salsedine. Sabato invece, alle 17, Agata Romeo guiderà una sessione di yoga: movimento dolce e respiro tra alberi secolari, agrumi e il suono della sorgente.

Domenica si potrà proseguire fino a Palazzo Licata Borsellino, dove crescono aranci amari tra le mura e si conserva una stanza dello scirocco. Alle 19 e alle 19.30, il teatrodanza “Il filo nudo”, ideato e diretto da Aurelia Lalicata per L.A. Danza Sciacca, attraverserà epoche e ruoli femminili seguendo un abito: dalla tunica romana ai tessuti del Rinascimento, dal bianco della regina Vittoria alla libertà degli anni Settanta. 

Il mare e il corallo: sabato alle 11 e alle 17, la gioielleria Caruana, ospiterà un laboratorio del Consorzio del Corallo, per conoscere le caratteristiche dell’oro rosso e le tecniche. Sempre sabato, alle 10 e alle 18, il Museo Nocito, aprirà il mondo raccolto dalla famiglia Nocito-Di Giovanna: mappe, bussole e libri di bordo, rami e madrepore, strumenti e memorie di una tradizione profondamente saccense. Anche qui è previsto un laboratorio sulla lavorazione del corallo.

Si aggiungono da questo weekend la chiesa e il Collegio dei Gesuiti: lo sguardo salirà alle sei tribune dalle grate dorate, tra stucchi rococò, reliquiari e dipinti, tra cui un San Giovanni Battista attribuito al Domenichino. Nel Collegio, oggi sede del Comune, si visiteranno l’aula consiliare e il gabinetto del sindaco, dentro l’edificio seicentesco che ospita anche la splendida biblioteca con i suoi incunaboli, il Libro Rosso e il Libro Verde.

Intorno, si può costruire il proprio itinerario: scoprire il giardino nascosto di Palazzo Steripinto, salire alla torre campanaria di San Michele per abbracciare la città dall’alto, ritrovare mobili, maioliche e piccoli oggetti nella Casa Museo Scaglione, affacciarsi dal matroneo della Badia Grande dietro le grate a becco d’oca. Oppure seguire il lavoro degli artigiani tra le ceramiche della Galleria Fazello, al Museo del Mare aspetta il prezioso Melqart, piccolo bronzo restituito dalle acque di Selinunte. E visitando la Chiesa del Purgatorio – che un tempo accoglieva le prostitute redente – , sarà un piacere partecipare sabato mattina alla Festa del cuoco dell’I.I.S. “Calogero Amato Vetrano”: i giovani chef di domani faranno conoscere e gustare i dolci conventuali dimenticati. Riparte anche il racconto a piedi. Sabato alle 17, si recupera la passeggiata dedicata alla Madonna del Soccorso: Salvatore Monte, per l’associazione Sipario 4, accompagnerà lungo lo storico circuito processionale, tra luoghi e memorie che raccontano il legame della città con la patrona.  Coinvolti gli studenti del liceo scientifico Enrico Fermi, dell’istituto Amato Vetrano di Sciacca e dell’istituto superiore Crispi di Ribera. Le Vie dei Tesori è sostenuto da UniCredit, Gruppo Mangia’s, Rotary e Poste Italiane.

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