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Morto a 12 anni mentre giocava a basket: chiesta nuova archiviazione per preside, medico e allenatore 

La vicenda è legata alla tragica morte di Davide Licata, deceduto a 12 anni mentre giocava a basket a Favara. La preside, un medico e il responsabile della polisportiva sono indagati per omicidio colposo. La Procura chiede di archiviare, i familiari si oppongono

Pubblicato 12 minuti fa

La Procura di Agrigento ha chiesto per la seconda volta di archiviare l’indagine a carico di una preside, del medico dello sport e del responsabile della polisportiva accusati di omicidio colposo per la morte di Davide Licata, il ragazzino deceduto nel 2023 a soli 12 anni a causa di un’ischemia miocardica mentre giocava a basket nella scuola Guarino di Favara. I familiari dell’adolescente – rappresentati dagli avvocati Giuseppe Barba e Laura Mossuto – si sono nuovamente opposti alla richiesta della Procura e il caso approderà in aula il prossimo 3 novembre. Sarà  il giudice Giuseppe Miceli a decidere se archiviare definitivamente il caso oppure ordinare al pm di formulare le accuse. 

Davide Licata morì il 21 marzo 2023 durante un allenamento nella palestra della scuola Guarino di Favara. Il gip Giuseppe Miceli aveva già rigettato una prima richiesta di archiviazione ordinando al pubblico ministero nuove indagini. L’inchiesta si allargò e oltre al medico dello sport, che aveva rilasciato il certificato di idoneità, vennero iscritti nel registro degli indagati anche la preside dell’istituto e il responsabile della polisportiva. 

Una consulenza tecnica aveva escluso un nesso fra la morte, avvenuta per un’ischemia miocardica, e la condotta del medico in quanto “il quadro clinico era nella norma e non suggeriva alcun ulteriore accertamento”. Il consulente di parte della famiglia, tuttavia, aveva acceso un “faro” sulla mancata presenza di un defibrillatore, obbligatoria per legge per gli eventi e gli allenamenti delle associazioni sportive, nella palestra dove e’ avvenuta la tragedia. Adesso la Procura di Agrigento ha avanzato una nuova richiesta di archiviazione nei confronti dei 3 indagati (difesi dagli avvocati Ignazio Valenza, Salvatore Pennica e Calogero Meli) ma i legali dei familiari si sono opposti. Il caso approderà in aula il 3 novembre. 

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