Scuola, l’allarme della Uil: “A rischio mille posti tra docenti e personale Ata”
Circa mille posti tra docenti e personale Ata sarebbero a rischio in Sicilia con l'applicazione dell'articolo 66 del disegno di legge di Bilancio 2027.
Circa mille posti tra docenti e personale Ata sarebbero a rischio in Sicilia con l’applicazione dell’articolo 66 del disegno di legge di Bilancio 2027. E’ la stima preliminare diffusa dalla Uil Scuola Sicilia, che invita il Parlamento a rimuovere la norma prima della sua approvazione definitiva. Il provvedimento, se confermato, ridurra’ a partire dall’anno scolastico 2027/2028 gli organici nazionali di 4.925 insegnanti e 2.049 unita’ del personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Le soppressioni andrebbero a sommarsi a quelle gia’ disposte negli ultimi anni, portando secondo il sindacato a circa 14.800 posizioni eliminate in tre anni nell’intero sistema scolastico italiano. Per la Sicilia, una regione gia’ segnata da istituti di grandi dimensioni, criticita’ nei trasporti, divari territoriali e alta dispersione scolastica, l’impatto potrebbe risultare particolarmente pesante.
La Uil Scuola teme conseguenze dirette sulla qualita’ dell’insegnamento, sul numero di alunni per classe, sull’offerta del tempo pieno e sull’efficacia delle azioni di sostegno. “Non possiamo accettare un’ennesima compressione degli organici in un contesto che richiederebbe invece piu’ risorse, piu’ personale e piu’ servizi – afferma Claudio Parasporo, segretario della Uil Scuola Sicilia -. La riduzione degli iscritti dovrebbe consentire di riorganizzare la scuola per migliorarla: classi meno affollate, maggiore attenzione agli studenti fragili e interventi piu’ incisivi contro la dispersione. Oggi, invece, il dato demografico rischia di diventare soltanto un pretesto per contenere la spesa”. L’organizzazione sindacale evidenzia inoltre le difficolta’ del personale Ata chiamato a garantire accoglienza, sorveglianza, supporto agli studenti e attivita’ amministrative spesso con dotazioni gia’ insufficienti. “Il funzionamento quotidiano degli istituti non puo’ reggersi su un numero di lavoratori sempre piu’ basso” – aggiunge Parasporo -. Servono presenze adeguate per assicurare sicurezza, assistenza e continuita’ del servizio scolastico. Ogni posto soppresso e’ una risorsa in meno per studenti, famiglie e territori – conclude Parasporo -. La Sicilia non puo’ permettersi di indebolire ulteriormente il proprio sistema educativo”.




