Agrigento, morte Chiara La Mendola, tuona la difesa: “Scena dell’incidente manomessa”
E’ stata una discussione durissima, senza esclusione di colpi, culminata con la richiesta di assoluzione da parte degli avvocati Giuseppe Scozzari e Antonino Manto, nei confronti dei due imputati del processo scaturito in seguito alla morte di Chiara La Mendola, deceduta il 30 dicembre 2013, in un brutto incidente stradale in via Cavaleri Magazzeni: si […]
E’ stata una discussione durissima, senza esclusione di colpi, culminata con la richiesta di assoluzione da parte degli avvocati Giuseppe Scozzari e Antonino Manto, nei confronti dei due imputati del processo scaturito in seguito alla morte di Chiara La Mendola, deceduta il 30 dicembre 2013, in un brutto incidente stradale in via Cavaleri Magazzeni: si tratta del dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale di Agrigento, Giuseppe Principato, e il funzionario dello stesso ufficio, Gaspare Triassi, responsabile del servizio di manutenzione stradale.
Il mese scorso l’accusa, rappresentata dal sostituto procuratore della Repubblica Calogero Montante, aveva chiesto la condanna di entrambi gli imputati ad 1 anno e mezzo di reclusione. Per la Procura la causa della morte della ragazza sarebbe da ricercare nella buca presente sul manto stradale che l’avrebbe portata alla morte. Pilastri della tesi accusatoria sono le dichiarazioni di Giuseppe Valenti, l’81enne ex insegnante imputato di reato connesso (e assolto dall’accusa di omicidio colposo perché il fatto non costituisce reato), e la consulenza tecnica del perito nominato dal PM.
Duro l’intervento dell’avvocato Giuseppe Scozzari che ha discusso per oltre novanta minuti davanti il giudice monocratico Giuseppe Miceli esordendo col “botto”: “Il Pm dovrebbe avere più rispetto delle parti in causa perché, animato da sarcasmo, le offende. La dinamica riscontrata dall’accusa – ha continuato il legale – è vuota e la strategia gravida di errori e approssimazioni. La scena dell’incidente è stata manomessa: l’area mai recintata come si evince dalle foto. Quest’ultime, come appreso durante il processo, non sono state scattate dai Vigili Urbani. Chi ha scattato quelle foto?” E ancora: “Mancanze cruciali nel momento di istruire il processo come appare incredibile che non sia stata disposta autopsia. Infine conclude: “Qualcuno ha delle grandi responsabilità per quanto accaduto ma nel tentativo di cercare a tutti i costi un colpevole si sta negando il buon operato svolto da queste persone”.
Si torna in aula il 12 luglio per ulteriori repliche e sentenza.





