Agrigento

Agrigento, dopo il morto, avvocato segnala all’Anas pericolo su S.s. 189

Dopo il mortale incidente dell’altro giorno avvenuto in zona Fontanelle ad Agrigento, l’avvocato Giuseppe Sodano, professionista e Cittadino dall’alto senso civico ha preso carta e penna ed ha scritto all’Anas: chi vi scrive è un avvocato di Agrigento che ha il proprio studio professionale in una via prospicente la fine della Strada statale 189, nei […]

Pubblicato 9 anni fa

Dopo il mortale incidente dell’altro giorno avvenuto in zona Fontanelle ad Agrigento, l’avvocato Giuseppe Sodano, professionista e Cittadino dall’alto senso civico ha preso carta e penna ed ha scritto all’Anas:
chi vi scrive è un avvocato di Agrigento che ha il proprio studio professionale in una via prospicente la fine della Strada statale 189, nei pressi della frazione di Fontanelle, Agrigento e dal quale è facile vedere la fine della citata S.s..
La presente lettera nasce a seguito del tragico incidente mortale avvenuto in data 2 agosto quando, alle prime luci dell’alba, un uomo di 45 anni, il sig. Taoufik Lahmar ha perso la vita perché travolto da un’auto mentre imprudentemente attraversava la S.S. 189.

Incidente stradale Fontanelle, la vittima: Taoufik Lahamar

Due vite spezzate in un sol momento. La prima è quella del sig. Taoufik e la seconda è quella del medico che guidando per raggiungere il suo paziente in ospedale non si è avveduto dell’incauto passante.
Ma la presente non è per ricordare queste due persone ma per segnalare all’A.N.A.S. (la quale non dovrebbe aver bisogno di me per venirne a conoscenza) che quel tratto di strada è pericolosissimo. Si tratta di un punto in cui le automobili si muovono a grande velocità nonostante vi sia un incrocio (dove spesso le macchine svoltano in modo pericoloso scendendo dalla parallela via Mazzini) e dove, quotidianamente, in assenza di passaggi
pedonali alternativi, molti pedoni attraversano per raggiungere la prospicente piazzola di sosta oppure per raggiungere la zona di c.da San Giusippuzzu passando per l’altra parallela, via Unità D’Italia, ove ha sede lo studio.
Per i rischi riguardanti questo tratto di strada, nessuno degli organi competenti ha mai posto in essere alcun rimedio.
È noto che autisti di autobus e di mezzi pesanti utilizzino la piazzola di sosta per parcheggiare i loro mezzi e poi attraversino per raggiungere i bar vicini.
È nota la pericolosità dell’incrocio.
È noto che l’assenza di passaggi pedonali e marciapiedi costringa i pedoni ad estenuanti giri oppure a rischiare la vita attraversando a piedi una strada ad alta percorrenza. E nonostante ciò mai niente è stato fatto. Nessun dissuasore è mai stato installato.
Nessuna telecamera per impedire che le automobili che percorrono la via Mazzini si immettano sulla strada statale in violazione del divieto.
Nessun passaggio pedonale o alcun marciapiede costruito, né dall’A.N.A.S. né dal Comune
di Agrigento.
Ma soprattutto mai nessuno ha mai pensato di installare una rete metallica o un altro tipo di recinzione per separare la Strada statale 189 dalle parallele vie Mazzini ed Unità D’Italia.
Sarebbe sufficiente questo semplice e poco costoso accorgimento per rendere impossibile e almeno inutile il pericolosissimo attraversamento pedonale cui siamo tristemente abituati.
Neppure dopo la tragedia di qualche giorno fa alcuna voce si è levata per invocare i piccolo ma necessari accorgimenti che renderebbero sicuro quel tratto di strada. Questo nonostante gli enti preposti siano sicuramente a conoscenza della pericolosità del tratto di strada essendo gli incidenti, anche gravi, ordinari in quel tratto di strada per come le cronache locali testimoniano.
Non si può attendere che un’altra persona perda la vita in quel tratto. Né si può lasciare il pericolo senza tentare di porvi rimedio.
Per questo lo scrivente vi chiede di mettere in sicurezza quel tratto di strada, a cominciare dall’installazione di una rete che impedisca il passaggio pedonale al fine di rendere più sicura la circolazione.
Sicuro di un positivo riscontro l’occasione mi è gradita per porgere distinti saluti.
mi-piace

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