Agrigento muore di sete, Picarella: “attività chiudono battenti, chi paga i danni?”
Il grido d’allarme del Presidente della Delegazione Comunale Confcommercio Agrigento, Francesco Picarella
“La situazione ha ormai superato la soglia dell’insostenibilità, stringendo in una morsa drammatica il centro storico della città dei templi e proiettando i suoi effetti devastanti su diverse altre zone del territorio urbano, a partire dalla frazione balneare di San Leone. La continua instabilità nella fornitura idrica sta provocando un crollo a catena che investe ogni singolo anello dell’economia agrigentina, configurandosi come una vera e propria catastrofe che colpisce al cuore l’intera comunità. Nel centro storico il punto di non ritorno è stato ampiamente valicato. La conseguenza più lacerante di questo stato di emergenza si traduce oggi nella scelta estrema e drammatica di arrendersi. Numerose attività commerciali, tra cui spiccano strutture extralberghiere e pubblici esercizi, stanno prendendo la dolorosa decisione di tenere i battenti chiusi e interrompere le attività. Non si tratta di una scelta strategica o di un calcolo aziendale, ma di una sconfitta profonda e dolorosa per chi ha scommesso sul territorio investendo i propri risparmi, la propria vita e il proprio lavoro. Un blocco forzato che cancella brutalmente l’occupazione, nega il futuro a tanti padri di famiglia e impoverisce l’intera collettività. Nell’impossibilità oggettiva di assicurare persino gli standard minimi di accoglienza e i servizi più elementari a cittadini e turisti, gli imprenditori si ritrovano affranti e abbandonati a se stessi. Aica, con la sua criticabile gestione, con un livello di disservizio ormai inaccettabile, sta decretando la morte programmata del comparto produttivo locale. Davanti a questo scenario, l’associazione datoriale pone interrogativi che esigono risposte immediate: chi pagherà i danni economici e d’immagine incalcolabili subiti dalla città? Come si risolve, oggi, un’emergenza di tali proporzioni che sta sottrando dignità e reddito a centinaia di lavoratori? Siamo di fronte a una crisi tanto grave quanto pericolosa, resa ancora più insostenibile dalla totale assenza di risposte idonee e tempestive da parte degli organi competenti. Le istituzioni preposte presenti sul territorio hanno il dovere morale e politico di prendere atto di questo disastro. Non siamo più davanti a un’emergenza passeggera, ma a un collasso strutturale che spegne, una dopo l’altra, le luci di Agrigento. È ora di dire basta. Pretendiamo rispetto per i lavoratori, per le aziende, per le famiglie e per la dignità di tutta la comunità agrigentina”. Questo il grido d’allarme del Presidente della Delegazione Comunale Confcommercio Agrigento, Francesco Picarella, per una crisi idrica senza precedenti che sta devastando il tessuto economico locale.


