Agrigento, processo pennelli a mare: alcuni reati ormai prescritti

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Agrigento, processo pennelli a mare: alcuni reati ormai prescritti

di Redazione
Pubblicato il Giu 12, 2019
Agrigento, processo pennelli a mare: alcuni reati ormai prescritti

Alcuni capi di imputazione contestati ai cinque imputati, inerenti alle violazioni paesaggistiche e al getto pericoloso di cose, sono ormai caduti in prescrizione e adesso le difese valuteranno se usufruirne. 

Al via il processo, davanti i giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Agrigento, scaturito dall’ormai famosa vicenda dei pennelli a mare, le condotte sottomarine (Ps e Padri Vocazionisti) che – secondo la ricostruzione degli inquirenti – sversavano reflui nel mare di San Leone deteriorandolo e inquinandolo. Il processo, approdato in aula dopo vari tentativi di individuazione di un collegio compatibile, si celebra a carico degli ex vertici di Girgenti Acque, Marco Campione e Giuseppe Giuffrida, dell’Ato idrico,  Bernardo Barone e Pietro Hamel, e del progettista Maurizio Carlino. Fra i reati contestati abuso d’ufficio e truffa.

Secondo la Procura i reflui dalla fogna arrivavano direttamente a mare senza la depurazione perché le condotte si rompevano con troppa frequenza e le centraline di sollevamento andavano in tilt. I dati di laboratorio, però, erano sempre rassicuranti perché – secondo l’accusa – sarebbero state falsificati.

 Nella prossima udienza, fissata il 17 settembre, si capirà meglio la strategia difensiva degli imputati. Intanto il Comune di Agrigento sta valutando concretamente l’ipotesi di costituirsi parte civile nel processo. 


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