Al via al progetto “IN-SITU” che lega Agrigento con la Tunisia
Le località coinvolte ad Agrigento sono quelle dei quartieri di Montaperto e Villaseta
Dal 18 al 22 maggio una delegazione tunisina composta da rappresentanti del Ministero del Turismo, dell’impresa di Terzo settore Animed, dell’Université de la Manouba e dell’Istituto di Belle Arti di Tunisi, insieme ad attivisti culturali, artisti, architetti e sociologi sarà ad Agrigento per il progetto transfrontaliero “IN-SITU”, cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Interreg NEXT Italie-Tunisie 2021-2027.
Il titolo IN-SITU, acronimo di Innovation Sociale Inclusive pour la mise en Tourisme des patrimoines Urbain et péri-urbain, richiama l’antico termine latino che significa “sul posto” e che bene sintetizza la filosofia del progetto. Ispirandosi agli approcci promossi dall’UNESCO in materia di turismo creativo, IN-SITU punta infatti a generare sviluppo attraverso la conoscenza dei luoghi, l’arte e le risorse culturali attivando percorsi formativi formali e informali in grado di infondere orgoglio e fiducia nelle comunità e valorizzare le potenzialità dei territori. Motore principale sono le arti a cui il progetto, come anche l’UNESCO, riconosce un forte potere trasformativo anche in contesti svantaggiati, non solo in termini di rigenerazione urbana ma di rigenerazione comunitaria.
Un percorso partecipato e multidisciplinare che coinvolge più attori: mondo accademico e scientifico, istituzioni, operatori economici, cittadinanza attiva e artisti contemporanei di varie discipline.
Le località coinvolte ad Agrigento sono quelle dei quartieri di Montaperto e Villaseta, entrambe a pochi chilometri da Agrigento e dalla Valle dei Templi ma ad oggi fuori dagli itinerari turistici.
In Tunisia, il progetto interessa l’area di Subur, una parte della Medina di Tunisi che pur essendo situata in un sito patrimonio dell’UNESCO, non è mai stata valorizzata. L’altro sito è a Zaghouan, cittàa 100 chilometri da Tunisi, dove sorge un antico acquedotto romano, candidato a patrimonio mondiale dell’Unesco.
Capofila del progetto IN- SITU è l’Università di Palermo con il Polo Territoriale Universitario di Agrigento in sinergia con i partner locali: Fondazione culturale MeNO, hub culturale del Mediterraneo con sede a Palermo che si occupa di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale attraverso l’arte contemporanea; e con la società Essence of Sicily, specializzata in turismo internazionale ed esperienziale, con sede ad Agrigento.
Sulla sponda tunisina i partner del progetto sono invece: Animed, impresa privata che opera nell’economia sociale e solidale con sede a Tunisi; il Ministero del Turismo; e l’Université de la Manouba, tra le più prestigiose del Paese.
Dopo i sopralluoghi e il lavoro di ricerca della prima fase di IN-SITU, la residenza multidisciplinare della prossima settimana segna il primo incontro in presenza di tutti i partner e l’avvio della fase più operativa e pubblica del progetto che si concluderà a fine 2028, mettendo a terra una serie di azioni e un processo di sviluppo culturale ed economico sostenibile e di lunga durata.
In calendario, dal 18 al 22 sono previsti: sopralluoghi, workshop itineranti e un evento pubblico di capitalizzazione la mattina del 22 maggio presso Villa Genuardi, sede del Polo Territoriale dell’Università degli Studi di Palermo.
«Entriamo nel vivo di questo progetto in cui crediamo moltissimo. I pilastri di IN-SITU sono: multidisciplinarietà, partecipazione, arte, riqualificazione della città e delle periferie urbane e sviluppo turistico. Un approccio nuovo che riteniamo possa essere quello giusto per dare a questi territori e alla gente che li abita, una prospettiva concreta di futuro fondata sulla cultura dei luoghi», dice il presidente del Polo Territoriale Universitario di Agrigento, Giovanni Francesco Tuzzolino, coordinatore del progetto IN-SITU.
Nelle scorse settimane a Villaseta e Montaperto si sono già svolti due world cafè, occasioni di ascolto delle comunità.

