Agrigento

Area Progressista, Dispenza: “Chi ha fatto scadere il tempo si deve assumere le responsabilità”

Domani tavolo regionale tra i partiti del "campo largo": il PD agrigentino solo venerdì scioglierà i nodi

Pubblicato 1 ora fa

“Era il 6 febbraio quando scrivevo: il tempo è scaduto. E così appare. Chi lo ha fatto scadere si deve assumere la responsabilità di motivarlo ad Agrigento, e agli agrigentini che avevano visto nella costruzione di un’Area Progressista la strada per invertire lo stato delle cose in una città che dal coma appare destinata alla tumulazione”.

Nel giorno della formalizzazione delle candidature da porre alla coalizione da parte di Italia Viva e Controcorrente, è il portavoce del progetto, Nuccio Dispenza, a prendere la parola con una nota dai toni durissimi.

Nel quale ricorda che l’area progressista era nata con l’obiettivo di sconfiggere una destra “che ancora una volta pensa di poter contare sulla muta sottomissione della città a progetti che rincorrono logiche che sono nemiche del futuro”. “Rispetto a quanto si profila per Agrigento, si chiedeva il meglio alle forze che sulla carta dovrebbero opporsi a questa deriva – prosegue Dispenza – si chiedeva l’unità che ha guidato i primi passi dell’Area Progressista, il suo lavoro nella redazione di un programma di governo e alternativo, di respiro e coraggioso, libero da condizionamenti, capace di coinvolgere le agrigentine e gli agrigentini, senza pregiudizi, senza recinti; cittadine e cittadini indignati, accomunati dal desiderio di legalità, dalla volontà di liberare il proprio voto e partecipare alla costruzione di un’altra Agrigento”.       

Cosa che, però, non è accaduta.                                          

“Queste forze politiche – scrive Dispenza – non sembrano aver capito il messaggio della città, attardate da rituali, logiche e tempi incomprensibili alle agrigentine e agli agrigentini; logiche e tempi che sembrano guardare più a Palermo che ad Agrigento; logiche che hanno logorato lo spirito iniziale, provato a fiaccare disponibilità e impegno civile, ancor prima che politico. Di fatto – aggiunge – si è favorito chi lavora per la continuità dell’osceno, chi ha come unica preoccupazione la conservazione del proprio spazio, chi insegue una soluzione personale, rivalse o la ricostituzione di una carriera politica interrotta”.”Il tempo è davvero scaduto – conclude Dispenza – a chi lo ha fatto scadere spetta il compito di darne conto alla “meglio Agrigento” della quale in questi mesi abbiamo sentito la voce”. Ma quindi il giornalista è o meno candidato? La risposta, a leggere la nota, è: “sì, ma a patto che ci sia la convergenza sul progetto” e questa, al momento non c’è.

Del resto bisognerebbe capire chi, domani, al tavolo regionale convocato dai vertici dell’Area progressista dovrebbe proporre il suo nome. Il confronto è aperto, ma non ci sono ancora posizioni preconfezionate: il PD, ad esempio, scioglierà le riserve su un proprio candidato locale solo venerdì.

Poi bisognerà, come si suol dire, andare a “cercarsi i voti”. Ma senza fretta.

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