Agrigento

Calunnia ai danni dell’avv. Pennica: il “pentito” Tuzzolino non si presenta in aula

Sarebbe dovuto comparire davanti la dott.ssa Vassallo giudice penale del Tribunale di Palermo ma ha rinunciato a comparire Giuseppe Tuzzolino detenuto per calunnia al carcere Pagliarelli. Il suo difensore L’avv. Viazzo del foro di Varese ha chiesto di essere sostituito da un difensore di ufficio prontamente reperibile in aula. Il giudice Vassallo ha nominato l’avv […]

Pubblicato 8 anni fa

Sarebbe dovuto comparire davanti la dott.ssa Vassallo giudice penale del Tribunale di Palermo ma ha rinunciato a comparire Giuseppe Tuzzolino detenuto per calunnia al carcere Pagliarelli. Il suo difensore L’avv. Viazzo del foro di Varese ha chiesto di essere sostituito da un difensore di ufficio prontamente reperibile in aula.

Il giudice Vassallo ha nominato l’avv Gattuso ed è iniziata così la seconda udienza del processo per calunnia in cui è imputato l’architetto di Favara.

E’ stata ascoltata la persona offesa, l’avv. Salvatore Pennica, che ha risposto alle domande del pubblico ministero Claudio Camilleri senza esitazioni e con precisione svizzera: “Tuzzolino non ha esitato ad accusare di detenere pen drive e computer – ha affermato Pennica – da me mai visti per cui è scattata l’11.1.2014 una fastidiosa perquisizione nei miei abituali luoghi di permanenza. Ho temuto vista la sua dichiarata appartenenza a logge segrete che vi fosse un piano ordito ho capito che si sarebbe fatto beffa della Polizia quando non ha esitato a dire che le stesse chiavette oggetto di perquisizione le aveva consegnate alla Mobile e alla Procura di Agrigento”.

“Poi – ha continuato la persona offesa costituita parte civile con l’avv. Daniela Cipolla –  non ho nulla da farmi rimproverare perché se tornasse Tuzzolino in studio lo assisteremmo al meglio delle possibilità come abbiamo tecnicamente fatto. Ha patteggiato la pena con la sospensione condizionale ha ricevuto il dissequestro dei soldi e del passaporto e di più per una associazione a delinquere contestata non si sarebbe potuto ottenere”.

Il Pm Camilleri ha chiesto alla persona offesa perché non avesse con se i verbali delle dichiarazioni di Tuzzolino di cui aveva diritto come difensore ed il professionista ha spiegato di avere chiesto insieme al collega avv. Neri, che al tempi difendeva l’architetto, “la segretazione dei verbali per restringere il campo di anticipazioni scandalistiche. Quando Tuzzolino ha iniziato a fare nomi di magistrati di livello, accusandoli di essere congiunti cin massoni che sedevano in logge accanto a mafiosi se io e il collega non fossimo stati come scritto nel Vangelo candidi come colombe e furbi come serpenti invece che patire una perquisizione fortunatamente finita bene avremmo patito forse altro. Non abbiamo mai avuto paura perché siamo pari al nostro destino ma siamo stati anche professionalmente attrezzati a gestire in solitudine il danno patito ricevendo verifiche fiscali ed attacchi. Oggi la costituzione di parte civile per me – conclude Pennica – ha un valore simbolico e se dovessi ricavare un euro si risarcimento del danno lo devolverò alle vittime di errori giudiziari”. Prossima udienza forse con Tuzzolino presente il 16.1.2018 per ascoltare i consulenti informatici della Procura che hanno eseguito accertamenti irripetibili sui computer dello studio legale Neri e Pennica.

 

 

 

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