Capitale Cultura, la Fondazione non c’è più: votato lo scioglimento
Il punto attendeva di essere approvato da aprile: in cassa rimane mezzo milione di euro che servirà per finanziare eventi
Dopo alcuni mesi il Consiglio comunale di Agrigento ha deciso di porre fine all’esistenza amministrativa della Fondazione Agrigento 2025 che ha gestito il travagliato anno di Capitale della Cultura.
La proposta era giunta in aula ad aprile, con la precedente amministrazione comunale, ma era rimasta a galleggiare. Prima perché il Consiglio uscente non voleva addossarsi l’onere di gestire questa fase, poi perché i nuovi componenti di aula “Sollano” hanno più volte chiesto chiarimenti su come i fondi rimasti in cassa all’ente (circa 500mila euro) sarebbero stati successivamente impegnati dall’Amministrazione comunale.
Una richiesta che ha provocato reciproci irrigidimenti e scontri ben lontani dagli scranni, fino alla seduta di stasera in cui i consiglieri di opposizione – che detengono la maggioranza assoluta – hanno deciso comunque di approvare il punto dopo aver inserito un emendamento tecnico che impegna l’amministrazione a seguire le raccomandazioni poste sulla fase di scioglimento dal collegio dei revisori dei conti.
La Fondazione, come ha spiegato l’ex direttore Giuseppe Parello, ha speso e rendicontato oltre 3 milioni e mezzo di euro per lo svolgimento delle iniziative dell’anno della Cultura, con un avanzo – tra entrate e uscite previste – che sarebbe appunto di circa 500mila euro. I fondi, ha anticipato il sindaco Michele Sodano, serviranno per finanziare iniziative e progetti “utili alla città”, ragionando insieme anche alle opposizioni anche in considerazione del fatto – ha evidenziato provocando nervosismi tra gli ex amministratori – che le risorse destinate ad eventi provenienti dall’imposta di soggiorno sono stati già spesi dalla precedente amministrazione. Si parlava di Sagra del Mandorlo in fiore, anche se nessuno l’ha effettivamente nominata.
Adesso si da il via alla fase di liquidazione che, ha garantito proprio Parello, “sarà la più breve possibile”.




