Centrodestra, macché unità: ancora nessun accordo sul candidato unico
Fratelli d'Italia, Lega e DC verso la fuga in solitaria, con la conseguenza di un inevitabile ballottaggio: pesano i veti e gli scontri tra i salviniani e l'MPA
“Amici mai”, cantava Antonello Venditti. E così, ad ora, sembra sarà nel centrodestra agrigentino che, salvo sconvolgimenti dell’ultimo secondo, arriverà diviso al voto.
Punto di svolta, nei giorni scorsi, un accordo siglato tra Fratelli d’Italia e Lega che sancisce una definitiva cesura tra le due fazioni composte dai partiti che governano a Palermo e a Roma. I meloniani, insomma, in un momento di tensioni irrisolvibili tra il partito di Salvini e (fu) Cuffaro e il duopolio MPA-Forza Italia si sono spostati verso gli alleati più prossimi, pur continuando a sostenere in modo incessante che il loro unico interesse era l’unità del centrodestra e rimanere aperti ad una soluzione condivisa quantomeno con i forzisti.
Il candidato in tal senso della coalizione composta da Fratelli d’Italia, Lega e Dc sarebbe l’ex sindaco Lillo Firetto, che pure – ci risulta – non avrebbe ancora accettato, puntando su un fronte più vasto in termini di garanzia elettorale. Sul nome tutti nicchiano, ammettendo che non è ancora deciso, e che semmai l’ex sindaco di Agrigento e Porto Empedocle è una delle ipotesi sul tavolo sulla quale si sta cercando convergenza.
In casa Di Mauro-Gallo si continua a valutare l’ipotesi Lillo Sodano, anche se a tenere banco sarebbe ancora il nome di Daniela Catalano, proposta inizialmente per tentare di scongiurare lo strappo con FdI. Paradossalmente anche in questo caso c’è chi indica Firetto come potenziale candidato, segno di un fatto incontrovertibile: le interlocuzioni in questi mesi sono state intense e a più livelli, al punto da aggrovigliarsi.
A poco più di 50 giorni dal voto, tutto parrebbe essere destinato a definirsi tra oggi e domani, chiudendo questa lunga e poco divertente telenovelas che, alla fine, bisognerà capire se avrà portato o meno danni in termini di consenso alla “corazzata” centrodestra.




