Consiglio comunale, Giovanni Civiltà (Forza Italia) torna presidente: LA DIRETTA
Spaccatura insanabile nel centrodestra, Marco Vullo e Giuseppe Nocera (Mpa e Dc) vanno alle vicepresidenze
Nessun rinvio, ma un grande classico: bruciare la prima votazione, data l’impossibilità di trovare una quadra, e puntare al secondo tentativo, quando è bastata la maggioranza semplice dei presenti e non quella assoluta.
Al Consiglio comunale di Agrigento sono andate in scena le grandi manovre, abortito ogni tentativo di trovare un accordo trasversale dentro il centrodestra. Anzi, fino al primo pomeriggio di oggi da Palermo era arrivata ai consiglieri la proposta di far saltare la seduta per guadagnare ancora altro tempo e individuare così un presidente che fosse frutto della coalizione, ma così non è stato.
Se l’ipotesi di un rinvio pare non dispiacesse a Fratelli d’Italia, Forza Italia e Mpa avrebbero respinto l’idea, forti di un accordo che pareva già stilato per il ritorno di Giovanni Civiltà alla presidenza e l’individuazione di Marco Vullo come vicepresidente vicario. La prima votazione però, appunto, è stata infruttuosa. Andando a guardare i dati si può ipotizzare che Controcorrente e Pd abbiano votato per Giampiero Carta – come del resto avevano annunciato -, Lega e Dc per Valentina Cirino (che ambirebbe a uno dei due posti di vicepresidente), mentre 12 voti sono stati “bruciati” tra bianche e nulle, con anche un singolo voto ciascuno per Gerlando Piparo, Pasquale Spataro e Giovanni Civiltà.
Alle 18.40 circa è partita la seconda votazione: adesso basterà prendere la maggioranza semplice dei presenti per vincere e forse sarà il momento in cui usciranno fuori i veri candidati.
Ore 19:14, con 10 voti Giovanni Civiltà, Forza Italia, viene rieletto presidente del Consiglio comunale. Ricopriva infatti questo incarico anche nella precedente consiliatura. A consentire la sua elezione sono i voti forzisti e quelli del Movimento per le autonomie. A 7 voti si ferma Gerlando Piparo (Fratelli d’Italia), segno del fatto che il centrodestra, ancora una volta, si è spaccato indipendentemente dagli annunci.
“Sarò supremo garante e moderatore – ha detto Civiltà – rimanendo fuori da ogni fazione. Dobbiamo ridare al Consiglio comunale la propria centralità. Le decisioni si sono spostate altrove, il dibattito si è appiattito. Ora è il momento di ridare centralità alle idee di chi è stato eletto per volontà popolare. Che quest’aula torni cuore della città, un luogo dove si decide il futuro di Agrigento. Il sindaco non ha una maggioranza numerica precostituita ma questo non deve essere una debolezza ma una opportunità: una maggioranza da costruire sulle idee, indipendentemente se arrivino da maggioranza o opposizione purché abbiano al centro l’interesse della città. Abbattiamo muri e costruiamo ponti. Il cambiamento che vogliamo si costruisce così, eliminando gli steccati”.
Un’elezione che ha acuito le spaccature interne del centrodestra non solo in modo indiretto, ma assolutamente palese. A chiarirlo è stato il consigliere comunale Pasquale Spataro, Fratelli d’Italia. “L’intervento del neo presidente Civiltà – ha detto – mi costringe ad intervenire. Il suo ragionamento fa acqua da tutte le parti, politicamente parlando, parla di discontinuità però rappresenta la continuità. Il neo presidente Civiltà dice che rappresenta il centrodestra, ma è evidente che il centrodestra unito ad Agrigento non esiste, perché questa elezione ha dimostrato che Civiltà è stato eletto alla luce di un binomio con il Mpa, dimenticando che questo centrodestra ha altre componenti, in primis Fratelli d’Italia, ma anche Lega e Dc”.
Il segnale, insomma, che questa vicenda avrà ricadute non solo sulla tenuta dell’opposizione in aula, ma anche nel centrodestra in generale.
Sono riprese alle 20.30 le operazioni di voto dopo una sospensione di 15 minuti. E’ il momento che i consiglieri individuino vicepresidente e vicepresidente vicario: una delle due poltrone spetta, da regolamento, alla “minoranza”, concetto che però ha un suo significato molto particolare in aula “Sollano”, dove i partiti che sostengono il sindaco Michele Sodano sono effettivamente una parte minoritaria. E’ probabile però che nel concetto di minoranza si faranno rientrare Dc o Lega.
A rivendicare un posto per Giampiero Carta è il consigliere e vicesindaco Giovanni Crosta, per “galateo istituzionale”, mentre l’ex assessore Costantino Ciulla è intervenuto per attaccare gli ex alleati del centrodestra, ammonendo: “Da Agrigento a Roma non ci saranno spazi per chi si dice alleato e non lo è”.
Ore 20.50. Vengono eletti Marco Vullo (MPA), con 10 voti) e Giuseppe Nocera (DC) con 9. Ogni consigliere poteva esprimere una sola preferenza. Fermo a 4 voti Giampiero Carta, dato che alla fine non è passata l’idea di un accordo trasversale per inserire il Pd nell’ufficio di presidenza.
Da notare, durante la lettura dei voti, che si utilizzano vecchi sistemi di indicazione delle preferenze: ad esempio invertendo nome con il cognome, indicando cognome e nome puntato, o solo il cognome. Un modo per poter comunicare al votato da dove arrivano le preferenze che si usa anche in Parlamento.
Ore 21.00. Chiesto una nuova sospensione di 15 minuti. Stavolta è stata espressa una necessità interpretativa da parte dei consiglieri di Controcorrente e Pd rispetto alla rappresentanza della “minoranza” in seno all’ufficio di Presidenza. Spetterà alla segretaria generale chiarire il punto.
Ore 21.30. I lavori ripartono, chiariti i punti sono dichiarati eletti i consiglieri Vullo e Nocera. I lavori proseguono con la presa d’atto del giuramento del sindaco Michele Sodano e con le comunicazioni degli assessori e delle relative deleghe all’Aula. “Oggi – ha aggiunto il primo cittadino – è stata una giornata importante, e rivolgo i miei personali auguri di buon lavoro a presidente e vicepresidenti. Avevamo fatto un appello, pur nel rispetto della maggioranza in questa aula. Sarebbe stato utile anche per l’equilibrio avere una figura di garanzia per avere uno spazio per la nostra minoranza. La situazione della città è emergenziale, ed è la città di tutti. Auguro al centrodestra di trovare compattezza per evitare che questo Consiglio possa essere un teatro di scontro politico. La città ha bisogno di un lavoro al di sopra dell’appartenenza partitica. Voglio credere che nei prossimi anni si possa costruire una nuova Agrigento e ritrovare la fiducia che non si è sentita pienamente rappresentata da nessuno di noi. Aspettavo la costituzione dell’ufficio di presidenza perché è necessario che insieme si lavori per un bene superiore”.


