Agrigento

Favara, il pentito Mario Rizzo parla di “Furia” e dell’omicidio di Rino Sorce e precisa: “Mi fido solo del capo della Squadra mobile, Minardi”

Le dichiarazioni di Mario Rizzo, detto “bacchetta”, diplomato ragioniere, nuovo pentito favarese senza una grande storia mafiosa alle spalle ma di sicuro pregio quale delinquente abituale gravitante nel bel mezzo di più organizzazioni a delinquere, aprono scenari inaspettati che nemmeno i pubblici ministeri della Dda e della Procura di Agrigento ovvero gli investigatori della Squadra […]

Pubblicato 8 anni fa

Le dichiarazioni di Mario Rizzo, dettobacchetta”, diplomato ragioniere, nuovo pentito favarese senza una grande storia mafiosa alle spalle ma di sicuro pregio quale delinquente abituale gravitante nel bel mezzo di più organizzazioni a delinquere, aprono scenari inaspettati che nemmeno i pubblici ministeri della Dda e della Procura di Agrigento ovvero gli investigatori della Squadra mobile diretti da Giovanni Minardi avevano minimamente intuito.

Ecco il primo verbale noto del neo pentito, quello che porta in carcere se stesso ed il cognato Gerlando Russotto e che probabilmente aprirà nuovamente le porte del carcere all’empedoclino Salvatore Prestia e ad altre decine di persone tirate in ballo in storie malavitose di tutto rispetto.

Verbale che unitamente ad altri tre sottoscritti recentemente avanti la Direzione distrettuale antimafia di Palermo (aggiunto Paolo Guido, sostituti Geri Ferrara, Alessia Sinatra e Claudio Camilleri) costituiscono il biglietto da visita del nuovo status di Mario Rizzo, aspirante pentito ed al momento dichiarante. Moltissimi i temi affrontati che da questo stralcio di verbale che pubblichiamo si capisce bene che ci troviamo solo all’inizio di una lunga e complicata stagione giudiziaria.

Domanda: Lei ha paura di ritorsioni da parte di qualcuno nei tuoi confronti e perché?

Risposta: Assolutamente  si. Per le cose che ho detto so che sia gli albanesi e kossovari ce l’hanno con me perché li ho fatti arrestare. I Bellavia per alcune cose che ho detto nei loro confronti  e adesso, dopo  queste dichiarazioni anche mio cognato  Russattoo  Gerlando. Tra l’altro, io ho paura in Belgio anche del carcere perché è molto comune in quelle carceri di venire ammazzati. Ricordo che lo stesso Prestia dopo che fu liberato e mentre io ero agli arresti domiciliari mi disse che se fossi andato a finire in carcere certamente sarei morto. Prestia ha a  che fare con gli albanesi in Belgio e non con il marocchino. Però ricordo che quando Prestia era latitante e nascosto da Rita Arnone, ricordo che si seppe che avevano ucciso a Rino Sorce (assassinato nel maggio scorso in Belgio appena uscito dal suo ristorante “Grande fratello”, ndr) e mi ricordo che andai a trovare Prestia e lui mi disse “ti rendi conto di cosa stanno combinando? E disse che Maurizio (Di Stefano chiamato Furia o il porco) era una bestia.

Domanda: Sa se i Di Stefano hanno delle attività in Belgio?

Risposta: Non so. so che hanno attività in Spagna.

Domanda: Lei ha una compagna e parenti a Favara!

Risposta: Ho una compagna che lavora per aiutarmi a vivere qui e un figlio a Favara e li vedo poco. le volte che riescono a venire qui. Io a Favara non ci posso più tornare. Poi dopo queste dichiarazioni … considerate che mio suocero ha 15 fratelli. Mia compagna non sa nulla di tutto ciò. Io le ho detto solamente che se dovesse andare a casa la Polizia per portarla via lei si sarebbe dovuta fidare solo di Giovanni Minardi.

Il testo integrale delle dichiarazioni di Rizzo sono pubblicate in esclusiva su Grandangolo – il giornale di Agrigento – acquistabile online cliccando sotto:

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