Sostenibilità e nuove competenze, architetti e professioni tecniche al lavoro sui CAM 2025
A Casa Sanfilippo un convegno promosso dagli Ordini di Agrigento e Catania: sostenibilità edilizia, certificazioni e nuove competenze al centro della transizione ecologica del settore delle costruzioni
Si è concluso nel pomeriggio di ieri, a Casa Sanfilippo, il convegno promosso dagli Ordini degli architetti di Agrigento e Catania, dedicato alla progettazione sostenibile in edilizia e all’applicazione dei nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) 2025. Un appuntamento che ha riunito professionisti, Ordini dell’area tecnica e rappresentanti istituzionali per fare il punto sulle sfide e sulle opportunità che attendono il settore, con un approfondimento dedicato al ruolo crescente della certificazione, della tassonomia ambientale e delle competenze necessarie per affrontare la transizione ecologica nel mondo delle costruzioni.
“Un importantissimo evento organizzato insieme con l’Ordine degli architetti di Catania e, soprattutto, con la partecipazione e collaborazione della Fondazione Architetti nel Mediterraneo e con il patrocinio del Consiglio nazionale degli architetti, oggi presenti con il nostro vicepresidente nazionale, Rino La Mendola, e con la consigliera Angela Panza – afferma Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli Architetti di Agrigento. Quest’evento è organizzato anche insieme alla Rete delle Professioni Tecniche: non a caso sono presenti i presidenti dei vari Ordini e dei Collegi professionali. Un importantissimo momento culturale e, soprattutto, di approfondimento su tematiche molto rilevanti. La figura dell’architetto oggi ha bisogno di diverse specializzazioni, tra cui anche il CAM, ed è importante che noi ne siamo promotori per dare un maggiore ausilio alla professione”.
Presente all’evento anche Rino La Mendola, vicepresidente del Consiglio nazionale degli architetti, il quale sottolinea che “in un momento come quello attuale, in cui il cambiamento climatico mette sempre più spesso a dura prova l’ecosistema, la sostenibilità edilizia è fondamentale per garantire la qualità delle costruzioni, il rispetto dell’ambiente e, dunque, un futuro migliore per le città, per le nostre comunità e per le generazioni che verranno. Questo convegno, per gli architetti agrigentini, è dunque una buona occasione per entrare più in sintonia con i nuovi modelli di sviluppo del territorio, più resilienti e sostenibili, e per promuovere una economia circolare, che punti a valorizzare gli scarti e a ridurre sempre più gli sprechi”. Un tema di rilevante importanza, tant’è che “stiamo proponendo – afferma Pietro Fiaccabrino, presidente della Fondazione Architetti nel Mediterraneo – ai nostri iscritti e ai tecnici e professionisti dell’Agrigentino un momento di approfondimento e confronto, propedeutico all’avvio di un percorso nel prossimo periodo autunnale”. E sui seminari interviene Giuseppe Vincenzo Pulvirenti, consigliere dell’Ordine degli architetti di Catania, che spiega come “la norma sia recentemente cambiata, portando all’esigenza di avere nuove professionalità nell’ambito dei lavori pubblici. Noi architetti potremmo ricoprire questo ruolo, ed ecco perché è essenziale formarsi nell’ambito della sostenibilità nei lavori pubblici”. C’è di più. E a spiegarlo è Angela Panza del Consiglio nazionale degli architetti: “Abbiamo affrontato il principio di non arrecare danno all’ambiente, anche in considerazione della prossima scadenza dei fondi PNRR prevista per il 30 giugno. Ecco perché questo convegno è anche l’occasione per parlare di ambiente e di come noi architetti siamo chiamati a progettare con un clima che cambia, con una responsabilità civile importante, utile a preservare il nostro patrimonio storico e artistico”.


