Teatro Pirandello, il direttore della Fondazione Fiaccabrino: “Rigore, trasparenza e ambizione artistica”
Il direttore generale Alessandra Fiaccabrino traccia le linee guida della sua gestione: “Istituzione seria nei conti e nella gestione, e insieme un luogo aperto, accessibile, capace di parlare a chi a teatro non è mai entrato”
Il Pirandello Fringe Festival nasce da un’idea semplice: che il teatro non debba aspettare il pubblico dentro una sala, ma andargli incontro. Per due giorni, stasera 17 e domani 18 luglio, Agrigento diventa il palcoscenico — e le novelle di Pirandello, che sono il nostro patrimonio più intimo e più universale, tornano a circolare tra le persone come storie vive, non come pagine da studiare. “Sei Novelle in cerca di palco” è il titolo che abbiamo scelto, e non è solo un omaggio. È una dichiarazione di metodo. Quelle novelle cercano un palco perché il palco, oggi, va cercato: nei cortili, nelle piazze, negli spazi che la città attraversa ogni giorno senza vederli. Il Fringe è esattamente questo — un festival che occupa i margini per riportarli al centro.
“Sono arrivata alla direzione della Fondazione Teatro Pirandello da poche settimane, e ho trovato una struttura con una storia importante e un potenziale ancora largamente da esprimere – dice il direttore generale Alessandra Fiaccabrino – la direzione che stiamo imprimendo è chiara: un teatro che sia istituzione seria nei conti e nella gestione, e insieme un luogo aperto, accessibile, capace di parlare a chi a teatro non è mai entrato. Le due cose non sono in contraddizione. Anzi: il rigore amministrativo è ciò che rende sostenibile l’ambizione artistica. Il Fringe è il primo segnale di questa impostazione, e non sarà l’ultimo. La stagione 2026/2027, che presenteremo a breve sotto il titolo “Echi e Orizzonti”, raccoglie la stessa scommessa su una scala più ampia. Vorrei ringraziare gli artisti che hanno accettato di mettersi in gioco, il personale della Fondazione che ha lavorato a questo progetto con una dedizione che va oltre il dovuto, e la città di Agrigento con a capo il Suo Sindaco Michele Sodano che ha la responsabilità di dimostrare che la cultura non è un evento, ma un modo di stare insieme.”


