Licata, inchiesta “Catene spezzate”: Caterina Federico resta ai “domiciliari”

Redazione

Licata, inchiesta “Catene spezzate”: Caterina Federico resta ai “domiciliari”
| Pubblicato il giovedì 11 Febbraio 2016

Licata, inchiesta “Catene spezzate”: Caterina Federico resta ai “domiciliari”

di Redazione
Pubblicato il Feb 11, 2016

Dovrà rimanere agli arresti domiciliari , Caterina Federico, 33 anni, l’assistente sociale finita in manette nell’ambito dell’operazione denominata “Catene spezzate”, condotta dai carabinieri di Licata, eseguita il 18 gennaio scorso,  e che vede indagate 8 persone.

Al centro dell’inchiesta la cooperativa sociale Onlus Suami, dove secondo le accuse, i malati erano maltrattati, puniti, nutriti con alimenti scaduti e in alcuni casi legati con delle catene.

Il giudici del Riesame hanno, dunque, rigettato il ricorso della difesa della donna, che l’accusa considera, di fatto, la responsabile della comunità.

Gli indagati sono Salvatore Lupo, 40 anni di Favara; Caterina Federico, 33 anni di Licata; Angelo Federico, 30 anni di Licata; Domenico Savio Federico, 25 anni di Licata; Giovanni Cammilleri, 26 anni di Licata; Salvatore Gibaldi, 39 anni, nato a Gela ma residente a Licata, Angela Ferranti, 49 anni di Licata; Maria Cappello, 46 anni di Licata.

di Redazione
Pubblicato il Feb 11, 2016


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