Agrigento, “non tutte le richieste di un mafioso sono estorsione”: ridotte accuse a Massimino
I giudici del Tribunale del Riesame di Palermo hanno scagionato Antonio Massimino, 48 anni,di Agrigento, arrestato lo scorso 8 novembre, insieme ad un altro agrigentino, Liborio Militello, 49 anni, per episodi di presunte tentate estorsioni ai danni di un imprenditore, dall’accusa di avere tentato di imporre l’assunzione di un operaio. Secodo i giudici palermintani «Non […]
I giudici del Tribunale del Riesame di Palermo hanno scagionato Antonio Massimino, 48 anni,di Agrigento, arrestato lo scorso 8 novembre, insieme ad un altro agrigentino, Liborio Militello, 49 anni, per episodi di presunte tentate estorsioni ai danni di un imprenditore, dall’accusa di avere tentato di imporre l’assunzione di un operaio.
Secodo i giudici palermintani «Non tutte le richieste provenienti da un mafioso sono estorsione». Lo si evince, dicono i giudici, dalla conversazione registrata dallo stesso imprenditore dove Massimino che precisa di venire “come amico” e che “non era andato a quell’incontro per chiedere soldi dicendosi mortificato per avere effettuato quella raccomandazione.
Massimino a questo punto dovrà rispondere di un singolo episodio: la presunta richiesta di pagamento di un debito che la vittima aveva nei confronti di un soggetto terzo.





