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Mafia agrigentina, dopo “Nuova Cupola” vertici decapitati e troppi vuoti di potere

La sentenza d’appello del processo “Nuova cupola” ha riservato mazzate per gli imputati, tredici in questo troncone che, a parte qualche eccezione, si sono visti inasprire le pene rispetto alla sentenza di primo grado. iente ottavo mandamento, niente rinnovo dei vertici delle famiglie di Agrigento, Santa Elisabetta, Porto Empedocle, Palma di Montechiaro, Favara, Casteltermini e […]

Pubblicato 9 anni fa

La sentenza d’appello del processo “Nuova cupola” ha riservato mazzate per gli imputati, tredici in questo troncone che, a parte qualche eccezione, si sono visti inasprire le pene rispetto alla sentenza di primo grado. iente ottavo mandamento, niente rinnovo dei vertici delle famiglie di Agrigento, Santa Elisabetta, Porto Empedocle, Palma di Montechiaro, Favara, Casteltermini e della zona della Valle del Belice.
Soprattutto niente controllo del territorio, degli affari illeciti, e della latitanza del capo dei capi, Matteo Messina Denaro. Paradossalmente la sentenza rafforza le famiglie di Canicattì e Campobello di Licata uscite indenni dalle recenti retate antimafia ed anche quella di Favara, seppur parzialmente, che riesce sempre a galleggiare nel mare magnum di Cosa nostra agrigentina con le sue famiglie e famigliedde che hanno in qualche modo condizionato la vita mafiosa della Provincia.

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