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“Acqua con batteri distribuita in case e locali a Canicattì”, 22 indagati

Dai controlli è emerso che l’acqua era potenzialmente nociva per la presenza di batteri. Gli indagati sono 22, sequestrate 16 autobotti e 2 pozzi abusivi

Pubblicato 44 minuti fa

Maxi inchiesta della Procura di Agrigento sul trasporto, la vendita e la distribuzione di acqua, potenzialmente nociva, in casa e locali a Canicattì. Sono 22 gli autobottisti, alcuni di loro già noti alle forze dell’ordine, che risultano indagati per i reati di commercio di sostanze alimentari nocive e frode in commercio. L’indagine, avviata nel marzo scorso, è stata condotta congiuntamente dalla Digos di Agrigento e dai poliziotti e carabinieri di Canicattì. Il gip, su richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto il sequestro di 16 autobotti e 2 pozzi abusivi dai quali veniva prelevata l’acqua. Le indagini traggono origine da una serie di controlli del territorio eseguiti dai militari della Stazione Carabinieri di Canicattì e dal locale Commissariato, nel corso dei quali veniva accertata la sistematica presenza di autotrasportatori muniti di autobotti e cisterne adibite al trasporto di acqua destinata alla distribuzione presso abitazioni private ed attività commerciali, in assenza dei prescritti titoli autorizzativi.

Nel prosieguo delle attività investigative sono stati effettuati campionamenti e analisi da parte di personale specializzato A.S.P., all’esito dei quali è emersa, in più occasioni, la presenza di batteri e microrganismi potenzialmente pregiudizievoli per la salute umana, circostanza che ha indotto l’Autorità Giudiziaria a disporre ulteriori approfondimenti investigativi. Gli accertamenti successivamente eseguiti hanno consentito di individuare le principali fonti di approvvigionamento utilizzate dagli indagati, identificate in due pozzi ubicati nel territorio di Canicattì, risultati privi di censimento e delle necessarie autorizzazioni amministrative. Secondo l’ipotesi accusatoria, allo stato condivisa dal G.I.P. ai fini dell’emissione dei provvedimenti cautelari, tali siti sarebbero stati utilizzati quotidianamente per il prelievo dell’acqua successivamente trasportata e distribuita mediante autobotti e cisterne. Il quadro indiziario raccolto ha consentito di delineare un articolato sistema di emungimento, trasporto, commercializzazione e distribuzione di acqua destinata al consumo umano in assenza delle autorizzazioni previste dalla normativa vigente e delle necessarie garanzie igienico-sanitarie, con potenziale pregiudizio per la salute pubblica. In esecuzione dei provvedimenti emessi dall’Autorità Giudiziaria, sono stati pertanto preventivamente sequestrati i mezzi utilizzati per il trasporto e la distribuzione dell’acqua, nonché dei pozzi individuati quali fonti di approvvigionamento

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