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“Associazioni culturali usate come bancomat”, le accuse al deputato Pisano e agli altri indagati 

Le manifestazioni finite al centro dell’inchiesta della procura di Agrigento sono almeno tre e, secondo i pm, avrebbero causato un danno alla Regione di almeno 300 mila euro

Pubblicato 3 ore fa

Gli avvisi di garanzia sono stati redatti il 27 marzo e notificati lo scorso 30 marzo. Un altro terremoto giudiziario, l’ennesimo, si abbatte su Agrigento. E questa volta la procura – con il procuratore capo Giovanni Di Leo ed il sostituto Elettra Consoli – accende un faro sulle “spese pazze” legate ai grandi eventi nella Città dei templi. Sei gli indagati per truffa aggravata e peculato: il deputato di Fratelli d’Italia Lillo Pisano (ex vice capo gabinetto dell’assessorato regionale al Turismo); Fabrizio La Gaipa, amministratore del “Distretto turistico Valle dei Templi”; Salvatore Prestia, direttore generale della Fondazione Teatro Pirandello; Calogero Casucci, “vicino” al deputato Pisano nonché componente di un’associazione; Antonio Migliaccio, ex autista di Pisano e legale rappresentante di un’altra associazione culturale; Laura Cozzo, moglie del direttore Prestia, legale rappresentata di una terza associazione. 

Le manifestazioni finite al centro dell’inchiesta (anticipata da Agrigentoggi senza alcun nome degli indagati) della procura di Agrigento sono almeno tre e, secondo i pm, avrebbero causato un danno alla Regione di almeno 300 mila euro. Gli eventi sono legati alle iniziative del Natale 2022: “Xena Akragantos”, “Natale destinazione Agrigento” e “Destinazione Agrigento Costa del Mito”. Per questi progetti – nonostante facessero parte di un medesimo complesso di eventi – sarebbero stati chiesti finanziamenti pubblici pari a 602 mila euro triplicando così di fatto il reale importo. Il tutto attraverso rendiconti incompleti e fatture “gonfiate”, come ad esempio quella per il noleggio di 34 bagni chimici durante il concerto di fine anno di Achille Lauro. Per questo motivo a tutti gli indagati (ad esclusione della Cozzo) è contestato il reato di truffa aggravata.  Il danno procurato alla Regione, scrivono i pm, ammonterebbe ad almeno 300 mila euro. 

Altra accusa mossa agli indagati è quella di peculato. Per i magistrati della procura di Agrigento, infatti, i soldi pubblici dei finanziamenti della Regione o del Comune di Agrigento per gli eventi culturali sarebbero stati “gestiti” in maniera personale e privata. Il metodo utilizzato, ipotizzano i pm, sarebbe stato quello di creare associazione culturali intestate a “prestanome” – ma di fatto riconducibili al direttore generale della Fondazione Pirandello – per poi effettuare prelievi di denaro contante. 

Infine al deputato Pisano, ma anche al direttore generale Prestia e alla moglie di questo’ultimo titolare di un’associazione culturale, viene contestato il reato di finanziamento illecito ai partiti. Secondo i pm, infatti, Prestia e la moglie avrebbero corrisposto a Pisano 30 mila euro usando la causale “prestito personale”. Per i magistrati, invece, quella somma proveniva dalle associazioni culturali, senza scopo di lucro, da loro gestite che a loro volta le ricevevano dalla Regione Siciliana, dalla Fondazione Teatro Pirandello e dalle altre associazioni per le elezioni politiche del settembre 2022. In quell’occasione Pisano venne eletto deputato ma non dichiarò mai questi importi alla Camera dei deputati. 

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