Canicattì, 15enne travolto e ucciso da auto in corsa: 5 indagati
La vicenda è legata alla morte di Mattia Iannuzzo, il 15enne travolto da un’auto in corsa il 29 settembre 2025. Tra le accuse contestate omicidio stradale, omissione di soccorso e favoreggiamento
Ci sono cinque indagati nell’inchiesta sulla morte di Mattia Iannuzzo, il quindicenne di Canicattì morto in un tragico incidente stradale dopo essere stato travolto da un’auto in corsa nei pressi della villa comunale. Era il 29 settembre 2025. La Procura di Agrigento ha notificato l’avviso di conclusione indagini. Il provvedimento, firmato dal pm Elettra Consoli, anticipa la richiesta di rinvio a giudizio.
Cinque le persone che finiscono sotto inchiesta: si tratta di A.L. 20 anni, di Canicattì, il ragazzo che era alla guida della Fiat Cinquecento che impattò contro lo scooter di Iannuzzo. Al giovane vengono contestati il reato di omicidio stradale e omissione di soccorso. Secondo quanto emerso, infatti, non avrebbe rispettato il segnale di precedenza e non avrebbe avuto un comportamento prudente alla guida. L’impatto con lo scooter Honda Sh fu violento e interessa la parte frontale del mezzo a due ruote. Iannuzzo riportò traumi severi e, dopo una corsa disperata al Pronto soccorso, purtroppo morì. Peraltro dai successivi esami è risultato anche positivo all’alcol test con un tasso di 0,83. Ad altri due indagati – G.C., 18 anni, e M.C.T., 24 anni – è contestato il reato di omissione di soccorso. I due, passeggeri dell’auto condotta dal ventenne, dopo l’impatto letale con lo scooter di Iannuzzo (a bordo del quale vi era anche una ragazza) avrebbero spostato il veicolo e si sarebbero poi allontanati dai luoghi per raggiungere l’abitazione di un altro soggetto che si sarebbe dovuto attribuire la responsabilità al posto del ventenne. Infine ad altri due indagati – C.O., 21 anni, e M.O., 25 anni, – viene contestato il reato di favoreggiamento personale. I due, fratello e sorella, avrebbero aiutato il conducente dell’auto ad eludere le investigazioni affermando di essersi recati sul luogo dell’incidente solo dopo aver sentito un boato e di aver trovato lì il ventenne. Gli indagati hanno nominato gli avvocati Calogero Meli, Giacinto Paci, Stefano Catalano e Annamaria Castelli. I familiari della vittima e la ragazza rimasta ferita nell’incidente sono rappresentati dall’avvocato Calogero Rinaldi.





