Fuoco alle barche dei migranti a Lampedusa: Procura apre inchiesta (ft e vd)
Con ogni probabilità si tratta di un vero e proprio messaggio in codice (ma non troppo) al Governo italiano ed al ministro per il Sud e la Coesione territoriale Giuseppe Provenzano che sarà a Lampedusa domattina. Dopo lo sfregio alla Porta d’Europa imballata con del nastro adesivo, poco fa due incendi sono stati appiccati in […]
Con ogni probabilità si tratta di un vero e proprio messaggio in codice (ma non troppo) al Governo italiano ed al ministro per il Sud e la Coesione territoriale Giuseppe Provenzano che sarà a Lampedusa domattina.
Dopo lo sfregio alla Porta d’Europa imballata con del nastro adesivo, poco fa due incendi sono stati appiccati in contemporanea in due distinti luoghi, distanti tra loro 5 km, uno al campo sportivo e l ‘altro su Capo ponente, che hanno interessato alcune imbarcazioni utilizzate dai migranti a Lampedusa.
Sono state subito avviate le indagini a cura dai Carabinieri e coordinate dal procuratore aggiunto Salvatore Vella che afferma: “Metteremo tutto l’impegno possibile per fare luce su questi episodi di intolleranza che non rendono giustizia alla solarità del popolo di Lampedusa e che possono danneggiare seriamente il turismo, fonte di ricchezza dell’isola. Lampedusa non può diventare un luogo di guerriglia urbana”.
A lavoro per spegnere le fiamme le squadre dei vigili del fuoco del distaccamento aeroportuale di Lampedusa, con 6 automezzi antincendio di cui due aeroportuali e circa 12 unità operative.
Ecco quella che resta delle carette dei migranti.
“Un’offesa a Lampedusa e al suo popolo, da sempre in prima linea sul fronte dell’accoglienza e un tentativo di destabilizzazione fatto da chi, approfittando dell’emergenza Covid-19, pensa di affermare con la forza e la violenza principi che non sono condivisi dal resto della popolazione”. A dirlo all’Adnkronos è il sindaco di Lampedusa, Totò Martello. “Lampedusa resta una terra ospitale e l’azione meschina di pochi non rappresenta l’intera comunità”, conclude il primo cittadino delle Pelagie.
“Intendo manifestarti la mia incondizionata solidarieta’ per gli atti incendiari che in questi giorni si sono verificati nella tua ‘terra ospitale’, sicuramente opera di una sparuta minoranza che non riuscira’ a intaccare l’immagine di solidarieta’ che caratterizza Lampedusa”. Questo un passaggio della lettera di solidarieta’ inviata dal sindaco della cittadina ragusana di Pozzallo, Roberto Ammatuna, al suo omologo di Lampedusa, Toto’ Martello. Pozzallo, come Lampedusa, e’ uno dei centri siciliani piu’ impegnati nell’accoglienza ai migranti. “L’uso della violenza, condannabile sempre e comunque, e’ reso ancor piu’ grave dal momento particolare nel quale viviamo e dalle difficolta’ che l’intero pianeta sta vivendo a causa della pandemia da Covid-19– prosegue Ammatuna- sono certo che riuscirai, assieme alla stragrande maggioranza dei tuoi concittadini, con i quali gli abitanti di Pozzallo hanno in comune la cultura dell’accoglienza, a superare anche questi incidenti di percorso e a ribadire con rinnovata convinzione lo spirito che anima la tua comunita’. Credo di interpretare anche i sentimenti dei miei concittadini nel ribadirti la vicinanza della citta’ di Pozzallo nell’augurarti un cammino piu’ sereno “.

