Gli autobottisti contro la nuova convenzione: “Non siamo dipendenti di Aica”
Il rischio è che gli autobottisti, senza trasparenza sulle nuove condizioni, possano incrociare le braccia
Dopo mesi di silenzio i trasportatori di acqua potabile della provincia di Agrigento rompono il silenzio e diffondono un comunicato stampa sulla scadenza della convenzione con Aica fissata per il prossimo 9 maggio. Il rischio è che gli autobottisti, senza trasparenza sulle nuove condizioni, possano incrociare le braccia.
Ecco il comunicato: “Per anni abbiamo svolto un’attività di supporto sia agli Enti (quali Girgenti Acque prima e Aica oggi) che gestiscono il servizio idrico nella provincia di Agrigento, sia quando era necessario supportare la Protezione Civile e i Vigili del Fuoco nella gestione delle emergenze. Un ruolo che è stato fondamentale per garantire ad ogni appartenente alla Nostra Comunità la possibilità di fruire di acqua potabile all’interno della propria abitazione, garantendo un bene necessario e primario ogni volta che la rete idrica malfunzionante non consentiva di far pervenire l’acqua nelle abitazioni o nelle attività commerciali o, ancora, nelle scuole e negli ospedali. Abbiamo svolto un ruolo fondamentale ogni volta che le cisterne per la raccolta di acqua presenti nei nostri sottotetti (e installati perché nell’agrigentino è necessario avere una riserva idrica “la vasca”) risultavano vuote. Siamo stati presenti anche quando gli Enti con cui eravamo convenzionati tardavano a pagare le fatture. Siamo stati presenti anche quando Girgenti Acque ha lasciato molti di noi con decine di migliaia di euro da saldare. Soldi che non riscuoteremo mai. Il 9 maggio 2026 scadrà la Nostra convenzione con Aica, la quale con una comunicazione pervenuta a mezzo mail ci informava che dal 9 maggio i punti di carico sarebbero stati preclusi a chi non aveva aderito all’elenco aperto per gli autotrasportatori. Tuttavia, ad oggi, AICA non ci ha fatto sapere a quali condizioni dovremmo erogare il servizio per conto di quest’ultima. Siamo rimasti in silenzio per tutti questi mesi dinnanzi all’opinione pubblica per non fomentare ancora di più una situazione già critica, con la speranza di avere chiarezza, trasparenza e rispetto per il lavoro svolto e che avremmo dovuto svolgere. Invece, negli ultimi giorni abbiamo letto e sentito notizie diffuse dalla stampa che cambierebbero radicalmente le modalità del servizio idrico tramite autobotti convenzionate, trasformandoci da lavoratori autonomi, di fatto, in dipendenti di AICA senza che ci vengano riconosciute le tutele conseguenti né garanzie di altro tipo. Forse è opportuno chiarire pubblicamente che noi non siamo dipendenti dell’AICA e che anche noi, come qualsiasi altro lavoratore autonomo, abbiamo il diritto di conoscere a quali condizioni poter aderire un contratto con AICA, fino al punto di decidere liberamente; ed in tale autonomia e libertà valutare -se dovesse risultare antieconomico- di non aderire ad alcun contratto, anche al costo di cessare la nostra attività di autotrasportatori.”

