Gli “appetiti” di Leo Sutera: appalti e non solo sotto il controllo di “u profissuri”
La nuova cattura di Leo Sutera trae origine da una complessa attività di indagine svolta sul territorio della “Valle del Belice” ed in particolare sul mandamento mafioso di Sambuca di Sicilia, comprendente altresì i comuni di Santa Margherita Belice, Sciacca, Montevago e Menfi. Le attività tecniche di intercettazione di conversazioni tra presenti, telefoniche e videoriprese, […]
La nuova cattura di Leo Sutera trae origine da una complessa attività di indagine svolta sul territorio della “Valle del Belice” ed in particolare sul mandamento mafioso di Sambuca di Sicilia, comprendente altresì i comuni di Santa Margherita Belice, Sciacca, Montevago e Menfi.
Le attività tecniche di intercettazione di conversazioni tra presenti, telefoniche e videoriprese, abbinate ai più tradizionali metodi di indagine sul territorio (servizi di osservazione, controllo e pedinamento), avviate nel mese di agosto del 2015, hanno consentito di confermare la presenza attuale ed operativa di Leo Sutera, detto “il professore”, da decenni al vertice dell’organizzazione mafiosa denominata “Cosa nostra” nella provincia di Agrigento – come già confermato da provvedimenti e sentenze passate in giudicato.
Altrettanto decisive, ai fini della chiara definizione del ruolo oggi ricoperto dal Sutera sin da epoca risalente e dal momento della sua ultima scarcerazione (avvenuta il 9 agosto 2015) si sono rivelate le dichiarazioni auto ed etero accusatorie rese da Vito Bucceri, già a capo della famiglia mafiosa di Menfi, che in data 5 agosto 2016 avviava un percorso di collaborazione con l’Autorità giudiziaria, dopo l’arresto avvenuto in esecuzione del decreto di fermo emesso nell’operazione “Opuntia”.





