Apertura

Il covid-19 sembra un lontano ricordo ma aumentano i contagi, Musumeci: “Non escludo misure restrittive”

Tredici casi positivi nelle ultime ventiquattro ore hanno fatto nuovamente salire il livello di allerta in Sicilia. I nuovi contagi (che non riguardano la provincia di Agrigento) sono “distribuiti” tra la provincia di Catania, Messina e Ragusa. Ciò non toglie che si è registrata un’impennata di casi e, proprio ieri, il presidente della Regione Nello […]

Pubblicato 6 anni fa

Tredici casi positivi nelle ultime ventiquattro ore hanno fatto nuovamente salire il livello di allerta in Sicilia. I nuovi contagi (che non riguardano la provincia di Agrigento) sono “distribuiti” tra la provincia di Catania, Messina e Ragusa. Ciò non toglie che si è registrata un’impennata di casi e, proprio ieri, il presidente della Regione Nello Musumeci non ha escluso l’introduzione di nuove misure restrittive: “Confidiamo nel senso di responsabilità di tutti. Vorremmo evitare nuove misure restrittive, anche se non possiamo escluderle”. In queste ore è attesa una direttiva della Regione Siciliana rivolta ai sindaci dell’isola che dovranno aumentare i controlli soprattutto nei punti considerati “a rischio”: spiagge e luoghi della movida su tutti. 

Luoghi considerati (ovviamente) ad alto rischio di eventuale trasmissione proprio perché affollati. Non sempre le norme anti-contagio sono applicate alla regola nonostante la buona volontà di (alcuni) operatori della movida, finita in queste ore “sotto accusa”. In effetti, soprattutto negli ultimi giorni, si ha la sensazione che il livello di guardia si sia notevolmente abbassato: siamo passati da paura e prudenza a rischio e menefreghismo. E’ innegabile. Evitare gli assembramenti, usare la mascherina nei luoghi all’aperto frequentati, usarla sempre nei luoghi chiusi (tranne a casa propria), mantenere la distanza di un metro con persone non conviventi, l’uso di  guanti e mascherina per gli operatori commerciali di generi alimentari (anche ambulanti). Pratiche che nella maggior parte dei casi – purtroppo – risultano ormai un lontano ricordo. 

Sull’intera isola così come ad Agrigento. San Leone, che rappresenta nei giorni d’estate il centro della movida agrigentina, è l’esempio concreto. Tra ieri e l’altro ieri (venerdi e sabato) migliaia di persone hanno affollato i locali lungo il litorale. Quasi nessuno indossa più la mascherina, gli assembramenti sono ormai frequenti da vedere così come baci e abbracci. “Sotto accusa” sono finiti imprenditori del settore della movida e commercianti che, sebbene in molti casi potrebbero e dovrebbero far di più in merito a controlli, non hanno certamente tutte le responsabilità. Ritrovare il senso di responsabilità che ha contraddistinto gran parte della comunità italiana negli ultimi mesi è il primo passo da compiere.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Grandangolo Settimanale N.25/2026 · Edizione digitale
Ultima uscita
Vai all'edicola digitale
N.25/2026
Pagina 1 di 18
Hai già acquistato questo numero? Inserisci il codice di accesso:
banner italpress istituzionale banner italpress tv