Il processo al boss Nicitra, il super-poliziotto D’Angelo in aula: “Rapporti con la Banda della Magliana”
Nicitra, il boss che da Palma di Montechiaro ha conquistato parte della capitale, è accusato di un omicidio. Il delitto sarebbe stato commesso dal pentito della Stidda palmese, Giovanni Calafato
Da Palma di Montechiaro alla conquista di Roma Nord. È ripreso ieri, davanti la terza sezione della Corte di assise presieduta dal giudice Antonella Capri, il processo a carico di Salvatore Nicitra, ritenuto uno dei padroni della mala capitolina. Il palmese, condannato negli scorsi mesi in primo grado a nove anni di reclusione poiché ritenuto a capo di una holding criminale dedita al riciclaggio e al gioco d’azzardo, in questo stralcio processuale è accusato di omicidio.
Insieme a lui, sul banco degli imputati, siedono i palmesi Calogero Farruggio e il collaboratore di giustizia, ex killer della Stidda, Giovanni Calafato. L’inchiesta Jackpot, infatti, oltre a svelare gli interessi economici del gruppo criminale, avrebbe portato alla luce anche alcuni delitti commessi a cavallo tra gli anni ottanta e novanta e fino ad oggi mai risolti. In questo contesto è stato chiamato a testimoniare Niccolò D’Angelo, ex capo della Squadra mobile di Roma ed ex vice capo della polizia di Stato.
Il super-poliziotto all’epoca era alla guida della sezione omicidi della Squadra mobile: “Per l’omicidio di Roberto Belardinelli siamo intervenuti sul posto la sera ma le indagini successivamente sono state condotte dai carabinieri. Il reparto operativo stava conducendo indagini sul fratello della vittima, Valentino. Abbiamo svolto anche attività informativa sul territorio. In una nota dell’epoca abbiamo scritto che l’azione delittuosa era da collegarsi a quanto avvenuto qualche giorno prima quando furono esplosi alcuni colpi di arma da fuoco contro la bisca gestita da Nicitra. A noi risultava che c’erano dei forti contrasti tra Nicitra e Belardinelli nel quartiere Primavalle. In quel periodo impazzava la Banda della Magliana anche in quel quartiere e Nicitra era considerato il boss della zona per quanto riguarda soprattutto il gioco d’azzardo e delle bische. Belardinelli cercava di ritagliarsi degli spazi. Su Primavalle erano gli elementi più rappresentativi. Non è un collegamento del quale mi sono occupato personalmente ma Nicitra era in contatto con esponenti della Banda della Magliana.”
Sono cinque gli episodi: si tratta di quattro omicidi e un tentativo di assassinio – di cui Nicitra sarebbe proprio il mandante – che gli avrebbero letteralmente “spianato” la strada per la conquista del territorio.Decisive, per fare luce sui delitti, le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia che nel tempo hanno fornito un importante contributo. Tra le figure più importanti in tal senso emerge sicuramente quella di Giovanni Calafato, ex membro della Stidda coinvolto in seguito anche nell’omicidio del giudice Livatino (21.09.1990, Calafato era in carcere ad Agrigento): il 28 ottobre 2015 rivela ai magistrati che indagano su Nicitra di aver partecipato ad alcuni di questi delitti accusandosi di fatto di essere l’esecutore materiale dell’omicidio di Valentino Belardinelli, ucciso nel 1988 mentre rincasava (armato) con la fidanzata. Valentino Belardinelli era il fratello di Roberto “Bebo” Belardinelli, pezzo da novanta della mala di Roma nord entrato in contrasto con Nicitra (entrambi vicini a Renatino De Pedis) operando nello stesso territorio. Bebo Belardinelli era rimasto vittima di un agguato il 12 novembre 1988 quando più uomini armati esplosero numerosi colpi contro lui e Paolino Angeli, deceduto nell’immediato, e Franco Martinelli, che rimase ferito ma si salvò.
Fatta luce anche sull’omicidio di Giampiero Caddeo, morto nel 1983 nell’ospedale psichiatrico di Aversa: una parete divisoria della sua cella era crollata per l’esplosione della bomboletta di un fornello a gas, innescata da Nicitra per uccidere proprio Roberto Belardinelli che, in quel momento, era pero’ assente. Non solo Giovanni Calafato. Altri collaboratori di giustizia hanno fornito, nel corso del tempo, importanti spunti investigativi sulla figura di Nicitra. Dai pentiti storici della Banda della Magliana – Maurizio Abbatino, il “Freddo” della serie Romanzo Criminale”, e Antonio Mancini – a Giuseppe Marchese, cognato di Leoluca Bagarella,fino ad arrivare a Giuseppe Croce Benvenuto di Palma di Montechiaro.





