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Agrigento

Inchiesta Girgenti Acque, Aica esclusa dalle parti civili

Escluse tre costituzioni di parte civile tra cui Aica

Pubblicato 2 mesi fa

Nuova udienza preliminare nell’ambito della richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di 47 persone coinvolte nell’inchiesta Waterloo, l’indagine sulla gestione della società Girgenti acque, colosso riconducibile all’imprenditore Marco Campione che ha gestito per anni il servizio idrico in provincia di Agrigento. Il gup Micaela Raimondo ha ammesso quasi tutte le richieste di costituzione di parte civile tranne Acoset Spa, Aica e l’associazione A Testa Alta. 

Questa mattina in aula sono state sollevate alcune questioni preliminare quali l’omessa notifica della richiesta di rinvio a giudizio ad uno degli imputati, l’utilizzabilità di alcune intercettazioni e l’assenza nel fascicolo di alcuni brogliacci provenienti dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. Il giudice dovrà sciogliere la riserva su queste tematiche all’udienza del prossimo 1 ottobre. 

Il pool di pm della Procura – coordinato dal capo dell’ufficio facente funzioni, Salvatore Vella e composto dai pm Sara Varazi, e Paola Vetro – ipotizza una collaudata rete di corruzione in grado di garantire impunità alle imprese di Campione. Il sistema di complicità sarebbe stato molto esteso e avrebbe consentito al presidente di Girgenti Acque, attraverso la distribuzione di incarichi, posti di lavoro e consulenze di vario tipo, di interferire sulla vita amministrativa, di avere controlli nulli o favorevoli e di gestire in sfregio a numerose norme milioni di euro di soldi pubblici. 

In principio fu la Dda di Palermo, siamo nel 2015, che indagò a lungo sulla ragnatela di interessi e rapporti gestiti di Marco Campione, sessantenne ex titolare di Girgenti acque e dominus della Hydortecne, società gemella creata per trasferire capitale umano, denaro e lavori e “svuotare” l’impresa principale di potere e contenuti.

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